.
Annunci online

piazzolla
GP ... LO SPIRITO . . . GUIDA !!!


Diario


8 giugno 2010

DIO ... deve esistere !!!

 ... denunciare chi impunemente commette dei reati 

non deve essere considerato un gesto vile ma

 ... in mancanza di una comune "coscienza", 

un modo di correggere l'attuale modo di vivere, 

nel quale il disonesto primeggia e l'onesto soffre !!!


... sempre più UOMINI venderono l'ANIMA al diavolo !
... ma senza ANIMA non possono apprezzare ... nulla !
... quindi il diavolo ... non paga !!!




permalink | inviato da piazzolla il 8/6/2010 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


19 gennaio 2010

IL CALVARIO

 Da   LDDS    a    PDA        ( da lavoratore dipendente del sud a pensionato d’anzianità ) 


 La realtà lavorativa del sud è così precaria, così piena di compromessi che fa di tutti i lavoratori delle persone nevrotiche, non stanche per il lavoro quanto per l’incertezza del lavoro.
Per il LDDS quanta ansia, quanta sofferenza, nel timore sempre più forte di non giungere almeno alla PENSIONE D’ANZIANITA’, primo traguardo utile per non … MORIRE DA DISPERATI !!!
Come un marinaio, che ha navigato per tanto tempo nella tempesta, vede all’orizzonte un’isola, così il LDDS vede il traguardo della pensione d’anzianità. 
Così passano gli anni per il povero LDDS che, preoccupato per il proprio lavoro,  segue i TG e gli incontri politici in TV, e non riesce a gustarsi con tranquillità i sempre più rari momenti di gioia della famiglia.
Ogni sera al ritorno a casa, il LDDS si sente scrutato da tutti i componenti della famiglia, che cercano di percepire subito se la situazione è ancora “normale” o si stà aggravando
.La moglie rassicurata dall’assenza di affermazioni negative, si rivolge al consorte con atteggiamento di … confortante rispetto.
I figli privati della presenza serena del proprio padre, quasi in difesa della propria tranquillità, cercano di mantenere un rapporto un po’ distaccato dal proprio genitore. 
Gli ultimi mesi sono vissuti dal LDDS con la gioia di chi vede spalancarsi davanti agli occhi la  VITA.
Appena in pensione, pensa, potrò finalmente vivere spensierato, gustare l’affetto della famiglia, andare  in giro con gli amici.  
Questi sono alcuni dei tanti pensieri che volano nella sua mente FELICE ! EVVIVA … sono pensionato !!!
Nasce spontanea, anche se cattiva, l’espressione rivolta alla propria ex-azienda: 
ORA PUOI ANCHE … FALLIRE !!! 
Dopo alcuni mesi arriva il giorno in cui va a ritirare la MERITATA PENSIONE.
La prende, la guarda, la riguarda, e nonostante già sapesse tutto, inizia a rendersi conto che ora nascono nuove difficoltà.
Ritorna a casa e quasi si vergogna ( sic ) di mostrare la pensione a sua moglie.
Lei che, fino ad oggi, lo ha sempre guardato con occhi pieni di comprensione, alza lo sguardo e quasi gridando sentenzia : 
DA OGGI SI DEVE RISPARMIARE ! ORA CHE NON VAI PIU’ A LAVORO, MI DEVI AIUTARE !
 Il novello PDA ancora preso dalle sue riflessioni non percepisce a pieno la condanna che stà per cadere sul suo capo ! 
La sua presenza in casa scende d’importanza da capofamiglia ad ultimo “negletto figlio” da dover guidare con particolare attenzione !
Un nuovo programma di vita viene creato ad oc dalla consorte che PRENDE IN PUGNO la casa.
Il PDA, quando raramente riesce a mettersi un attimo da parte,  ricorda i SOGNI che aveva pensato di realizzare una volta in pensione.
 Quanta tristezza mentre sente sempre nelle orecchie le parole della moglie:
E SI, MENTRE IO MI AMMAZZO DI LAVORO TUTTO IL GIORNO   TU VORRESTI ANDARTENE IN GIRO CON GLI AMICI A DIVERTIRTI !  HAI FINITO QUELLA VITA DI DIVERTIMENTO - ORA DEVI FARE COME DICO IO !!!        I figli, che per lo stress il PDA non ha potuto seguire con la stessa assidua presenza della madre,  ora istintivamente si rivolgono a lei, e il  PDA così, non riesci ad ottenere nemmeno quella comunione di affetti per la quale si è tanto sacrificato. 

Oggi, ancora giovane, ma PDA, 
guarda indietro  ed emette un sospiro di delusione,
guarda in avanti ed a fatica … trattiene le lacrime !!!
Questo percorso di vita è davvero il … CALVARIO !!! 
... forse, dopo, per premio il ... PARADISO !!!




permalink | inviato da piazzolla il 19/1/2010 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


6 aprile 2009

SEGUIMI SU ... FACEBOOK

http://www.facebook.com/profile.php?id=1104557414&ref=ts




permalink | inviato da piazzolla il 6/4/2009 alle 14:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 aprile 2009

ARMONIZZANTE CRANIO SACRALE


Il trattamento è un insieme di tecniche olistiche che vengono utilizzate su tutto il corpo mediante un tocco rispettoso e molto delicato. Si rivolge alla globalità della persona, integrando i tre componenti dell'essere umano; corpo, mente e spirito.

Un'esperienza familiare pesante, tensione, rabbia, stress, un incidente, un parto difficile, tutto questo può far parte della vita.
La naturale reazione protettiva del corpo di fronte a questi eventi è quella di contrarsi provocando situazioni di stasi, di non mobilità.
Se queste contrazioni rimangono irrisolte, possono creare una condizione di disagio sia fisico che emotivo fino alla trasformazione di una malattia.

Portando la persona in uno stato di profonda quiete, si interviene sulle restrizioni, dando mobilità e ristabilendo l'armonia e il buon equilibrio.
I pensieri si placano e le emozioni cominciano a fluire più serene. Rabbia e tristezza scompaiono e ci si sente pieni di energia positiva.
Prendersi cura di se stessi, rilassarsi, alleviare o finalmente eliminare fastidiosi dolori, porta gioia e leggerezza e la vita acquista la qualità dell'armonia.

Particolarmente efficace nei stati di ansia, stress, depressione, mal di testa, mal di schiena, dolori articolari, muscolari, ottimo per fortificare le difese immunitarie e stimolare vitalità ed energia.
Indicato per quei momenti emotivamente difficili o impegnativi della propria vita.
Consigliato anche a donne in gravidanza ed anziani ed estremamente efficace per chi vuole semplicemente aumentare lo stato di salute.

A CHI E' INDICATO

Essendo un trattamento olistico estremamente dolce e delicato, è adatto a tutti ed è indicato anche a donne in gravidanza ed anziani.

E’ particolarmente efficace nei casi di ansia, stress, depressione, mal di testa, mal di schiena, dolori articolari, muscolari e problematiche legate all’abbassamento delle difese immunitarie.

Ottimo per le persone che vogliono semplicemente aumentare lo stato di salute e la gioia.

EFFETTI DEL TRATTAMENTO ARMONIZZANTE, CRANIOSACRALE

  • Fortifica le difese immunitarie migliorando la salute.
  • Dà energia e si è più resistenti allo stress.
  • Aumenta la fiducia in se stessi e allontana la possibilità di depressioni e malattia.
  • Risulta efficace nei casi di ansia.
  • Riduce i disturbi legati a depressione e insonnia.
  • Allevia tensioni muscolari.
  • Scioglie le rigidità e le limitazioni dei movimenti.
  • Può risolvere o diminuire mal di testa, e anche problemi causati dall'artrosi.
  • Allevia il dolore causato da diverse affezioni o patologie ed è indicato nel caso di disturbi dopo gravidanze o interventi chirurgici.
  • Supporta la gravidanza e facilita il travaglio del parto.
  • Rinforza l'organismo e dona vitalità ed energia.
  • Facilita la soluzione di problemi emozionali.
  • Insegna a prendersi cura di se stessi e a volersi bene.
  • E' ottimo per quei momenti emotivamente difficili o impegnativi della propria vita.
  • Aiuta a ripristinare un naturale stato di benessere e vitalità.
  • Stimola le capacità di auto-guarigione del corpo.
  • Si raggiunge uno stato di rilassamento profondo.
  • Accresce la capacità di gestire le nostre emozioni.
  • Insegna ad ascoltare il proprio corpo ed i suoi messaggi.
  • Il corpo si sente sano ed è in sintonia con la mente ed il cuore.
  • Tutto fluisce e l'armonia si espande dentro di noi.

QUANTO DURA

60-90 minuti totali, a seconda dei casi, e si esegue sul lettino.
Si consiglia di indossare abiti comodi (tipo tuta da ginnastica) e calze di cotone da mettere al momento.

IL SISTEMA CRANIOSACRALE

Il sistema Craniosacrale possiede una mobilità ritmica, un movimento naturale insito nel sistema nervoso centrale, che nasce nel feto al quinto mese di gravidanza e ci accompagna per tutta la vita.
E' un ritmo fisiologico totalmente diverso dal ritmo respiratorio e dall'attività cardiovascolare e può essere percepito facilmente palpando la testa, ma è possibile sentire il movimento in qualsiasi altra parte del corpo.
La valutazione dell'ampiezza, della simmetria e della qualità del movimento, fornisce informazioni di grande valore ed una guida di lavoro precisa ed efficace.
La frequenza normale del ritmo craniosacrale è compresa fra sei e dodici cicli al minuto, in circostanze normali è stabile e non presenta grandi oscillazioni anche in presenza di attività fisica, di riposo o di stimoli diversi.
Il movimento si trasmette alle ossa del cranio, del sacro e della spina dorsale.
Con delle leggerissime pressioni sul cranio, si stimola il flusso del liquido cerebrospinale che circola intorno al cervello e lungo il midollo spinale fino al sacro.
Questo fluido trasporta ormoni nell'ipofisi, enzimi, anticorpi e nutrimenti che sono indispensabili per la salute delle cellule.
Questo trattamento olistico basa il potente effetto sulle innate capacità di auto-guarigione del corpo.
Insite nel nostro sistema, ci sono forze della natura che si possono considerare una medicina miracolosa per il nostro corpo.
Nel trattamento si creano le condizioni per agevolare un processo di trasformazione interna che porta l’intelligenza del corpo a innescare la capacità di auto-guarigione.




permalink | inviato da piazzolla il 1/4/2009 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 marzo 2009

CONTROLLA LE TUE UNGHIE

Avete mai avuto dei piccoli puntini bianchi o altre piccole macchie sulle unghie? Ecco a voi dei disegni abbastanza esplicativi; le unghie possono essere un buon sistema per capire cosa sta succedendo nel nostro corpo. Chiaramente non si può diagnosticare una malattia o un deficit solo dalle unghie l’invito è quindi, come sempre, quello di rivolgervi al vostro medico di famiglia!

Anatomia dell’unghia

unghia

Patologie dell’unghia

unghia5 unghia6

 

ungha1defunghia2

 

unghia3 unghia4




permalink | inviato da piazzolla il 17/3/2009 alle 17:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 marzo 2009

SOLFATARA DI POZZUOLI

Ricercatori italiani ne scoprono le proprietà vasodilatatorie

Roma, 2 mar. (Apcom) - Pochi potrebbero immaginare che quel gas che sa di uova marce, l'idrogeno solforato (H2S), per intenderci quello delle solfatare di Pozzuoli, potrebbe diventare il nuovo presidio medico del piacere: un nuovo viagra. A scoprirlo Giuseppe Cirino Preside Facoltà di Farmacia Federico II Napoli e Vincenzo Mirone Clinica Urologica Federico II di Napoli con la collaborazione di Louis J Ignarro UCLA, che spiegano in uno studio che sarà pubblicato domani su Proceedings of National Academy of Sciences, che questo gas liberato dalle cellule dell'organismo, è coinvolto nell'omeostasi vascolare, e cioè nei meccanismi di vasodilatazione.

Come tutti i mediatori gassosi, si legge nella ricerca, anche l'H2S viene prodotto a livello endogeno. In particolare, due enzimi sono deputati alla sua sintesi: la cistationina -beta -sintasi (CBS) e la cistationina - gamma liasi (CSE). Tali enzimi catalizzano la sintesi di H2S a partire dall'aminoacido L-Cisteina in presenza di cofattori, come il piridossal -5'- fosfato e vengono espressi nei vari organi in maniera differente. Lo studio condotto su tessuto umano ha evidenziato che il tessuto del pene contiene i due enzimi (CBS e CSE) responsabili della conversione di L-cisteina in H2S e che gli enzimi, sono convenientemente localizzati nell' endotelio e/o nella muscolatura liscia per poter svolgere la loro funzione. "Negli ultimi 3-4 anni - riferisce ad Apcom Cirino - questo gas ha destato l'interesse del mondo scientifico per i suoi effetti sui tessuti del corpo cavernoso. Ci sono molti studi che hanno dimostrato che questo gas è importante per la funzione cardiovascolare, ma noi abbiamo voluto vedere i suoi effetti su tessuti erettili umani provenienti dalla clinica urologia dell'Università Federico II. Il nostro studio è stato fatto su otto tessuti di corpi cavernosi ed abbiamo dimostrato che il tessuto umano ha gli enzimi necessari per convertire l'amonoacido L-cisteina in idrogeno solforato. Una via metabolica presente nel corpo cavernoso dell'uomo responsabile della vasodilatazione e cioè dell'erezione. Parallelamente, in animali da esperimento (ratti), abbiamo dimostrato che una somministrazione di una soluzione contenente idrogeno solforato causa erezione".

A questo punto si può parlare di un nuovo viagra? "Abbiamo dimostrato - spiega ancora Cirino - che la via metabolica dell'(H2S), L-cisteina/idrogeno solforato, può funzionare anche in assenza di endotelio e cioè in persone in cui l'endotelio non funziona più. Tecnicamente quella dell' H2S è una via (metabolica) che alla fine fa lo stesso effetto di quella dell'ossido nitrico, sul quale si basano i farmaci come il viagra, levitra, ed altri".

Questa via metabolica alternativa dell'idrogeno solforato, secondo lo scienziato, funziona allo stesso modo di quella dell'ossido nitrico, e funziona anche sulla muscolatura liscia in assenza di endotelio, quindi si presenta come un' alternativa importante per sviluppare farmaci per la disfunzione erettile. Ma, in realtà l'applicazione farmacologia originaria di questi gas è nelle malattie del sistema cardiovascolare, "perché - chiarisce Cirino - il corpo cavernoso umano è un esempio di microcircolazione e, quindi, questi farmaci si possono sviluppare sì per la disfunzione erettile, ma in realtà sono nati per il cardiovascolare. La storia del viagra è esemplare: nato come farmaco contro l'angina, è diventato, poi, la pillola blu dell'amore. Ma la sua bibliografia parla chiaro - conclude - si parla di trattamenti per l'ipertensione polmonare e patologie cardiovascolari e nessuno può dire che le due applicazioni non siano strettamente collegate". Secondo i ricercatori la via metabolica L-cisteina/idrogeno solforato potrà rappresentare un nuovo target terapeutico per lo sviluppo di nuovi farmaci per la disfunzione erettile.




permalink | inviato da piazzolla il 6/3/2009 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 marzo 2009

ACQUE SOLFUREE


http://www.archive.org/stream/ricerchesperimen00lucaiala/ricerchesperimen00lucaiala_djvu.txt

Nelle acque solfuree lo zolfo si trova in forma bivalente a differenza delle solfate dove è esavalente. L'idrogeno solforato può trovarsi in soluzione libero o combinato in base all'equilibrio

H2S = H+ + HS-

Il pH è determinante perché l'equilibrio sia spostato in una delle due direzioni: se la soluzione è acida si sposta verso sinistra liberando gas, se è alcalina prevarrà invece la quota dissociata. In Italia le acque minerali solfuree hanno quasi sempre pH < 8. L'H2S è un gas che tende a volatilizzare e viene costantemente perso dall'acqua in assenza di adeguate precauzioni, con l'aumentare della temperatura i gas tendono infatti a perdersi.

Le acque solfuree andrebbero preferibilmente utilizzate sul posto con apparecchi direttamente alimentati dalla sorgente. I processi di imbottigliamento, stoccaggio, conservazione, apertura dei contenitori e immissione nelle apparecchiature per l'utilizzo comportano necessariamente una perdita di gas che sarà tanto minore quanto più saranno perfezionate le tecniche utilizzate.

Le acque solfuree possono contenere, oltre ai composti dello zolfo bivalente, anche altri elementi in quantità apprezzabile e tra questi i solfati, l'anidride carbonica, cloruri e sodio, ioduri e bromuri, bicarbonati, calcio, etc.

Muffe

Data la tossicità cellulare dell'H2S solo i solfobatteri e poche altre specie di microorganismi possono vivere nelle acque solfuree. I solfobatteri sono in grado di ossidare l'anidride solforosa a zolfo in seguito ad acido solforico e di ridurre i solfati a solfuri. In genere quest'ultimo processo avviene a temperature di circa 37°C. Colonie di solfobatteri, alghe e protozoi possono dare origine in prossimità della sorgente ed in particolari condizioni di temperatura ed illuminazione a complesse vegetazioni denominate "muffe ". Il termine in realtà è improprio in quanto le alghe prevalgono nettamente e sono costituite soprattutto da Leptotricee, Oscillarie, Beggiatoe e Bacteriacee. Se le vegetazioni sono particolarmente rigogliose, i blocchi di muffe denominati "placente" possono essere utilizzati in terapia per applicazioni esterne come i fanghi.

Azioni biologiche

 

Le acque solfuree sono tra le più studiate e di conseguenza si ha una maggiore conoscenza delle azioni biologiche. I composti solfurei vengono assorbiti dall'organismo sia con metodiche crenoterapiche interne (bibita, aerosol, irrigazioni, etc.) che esterne (fango, bagno, etc.). In ogni caso la via elettiva di eliminazione dell'H2S è il polmone ed esiste inoltre uno spiccato organotropismo per le strutture articolari. Questo spiega l'indicazione in terapia delle patologie di questi distretti corporei. L'assorbimento attraverso la cute, le mucose delle vie respiratorie, vaginali e l'apparato gastroenterico è stato provato ed ampiamente documentato.

Azione sul sistema neurovegetativo
Le acque solfuree stimolano il sistema nervoso parasimpatico. Il risultato è una cospicua vasodilatazione capillare con aumento della permeabilità vasale (evidente soprattutto a livello polmonare) riduzione della pressione arteriosa sistemica, bradipnea e bradicardia.

Azione sui meccanismi di difesa ed antiinfiammatoria
Sembra che le acque solfuree siano in grado di stimolare l'organismo a difendersi sia nei confronti degli stimoli infiammatori endogeni che degli agenti proinfiammatori esterni. Lo stimolo sul sistema reticolo-endoteliale comporta un'esaltazione della reattività istogena ed umorale che si traduce in un'azione antiinfiammatoria.  Interessanti osservazioni sono state compiute sul potenziamento della produzione anticorpale. Si è osservato un aumento significativo a livello mucoso di IgA secretorie e delle IgG e IgM circolanti.  Numerosi altri studi hanno evidenziato l'attività antiflogistica delle acque solfuree descrivendone l'azione antijaluronidasica, la depressione del metabolismo dell'acido condroitinsolforico esaltato in condizioni di flogosi, la regolazione della sintesi di prostaglandine, etc.

Azione antitossica
Questa azione è probabilmente in relazione con la stimolazione del SRE. Esiste tuttavia un meccanismo diretto.  Sono state accertate azioni antitossiche su diverse sostanze organiche e metalli, tra i quali ricordiamo il piombo, il bismuto, il fosforo, le tossine botulinica e difterica.

Azione sul fegato.  
I composti dello zolfo vengono metabolizzati ed utilizzati a livello epatico. E' stato dimostrato che le acque solfuree sono in grado di proteggere la cellula epatica dalla degenerazione grassa indotta da tetracloruro di carbonio (CCl4), arsenico, fosforo e dalla necrosi indotta dal fenolo. Esiste anche un'azione delle acque solfuree sul metabolismo protidico evidenziata dalla riduzione dell'azotemia. Si è osservato inoltre un miglioramento dei quadri disprotidemici ed un aumento dell'attività protrombinica. Riguardo il metabolismo glucidico osserviamo un aumento del glicogeno epatico e riduzione della glicemia. In sintesi possiamo affermare che le acque solfuree imprimono uno stimolo al trofismo ed all'attività delle cellule epatiche. E' discussa la teoria secondo la quale a livello pancreatico le acque solfuree promuovono la secrezione di insulina.

Pubblicità
Alla base delle azioni sul metabolismo probabilmente è la stimolazione vagale in quanto la vagotomia e la somministrazione di atropina sono in grado di annullarle.

Azione sulla muscolatura liscia e sulla secrezione digestiva
Soprattutto per la stimolazione parasimpatica le acque solfuree possono indurre broncocostrizione, aumentano la motilità intestinale, la secrezione gastrica, la coleresi e la motilità delle vie biliari. Nei casi in cui siano presenti patologie ipercinetiche, l'acqua solfurea può provocare spasmi e favorire l'incuneamento di calcoli nelle vie biliari.

Azione sulle mucose e sul muco
L'H2S provoca intensa vasodilatazione con aumento della pervietà capillare nella sottomucosa. A livello polmonare si genera un edema che, interessando la mucosa, ne provoca l'esfoliazione e la conseguente rigenerazione dell'epitelio. Contemporaneamente, per le azioni fluidificanti specifiche ed aspecifiche, si ha un aumento dell'escreato.
La stimolazione vagale comporta un aumento della secrezione sierosa bronchiale. Tuttavia esiste un'attività mucolitica più diretta: l'H2S riduce i ponti disolfurici delle mucoproteine fibrillari scomponendo le fibre mucoproteiche.
Recentemente studi su animali da esperimento sottoposti ad inalazioni di sostanze tossiche hanno evidenziato il ruolo protettivo sulla mucosa e sulla produzione di surfactante di numerose acque minerali comprese le sulfuree.

Azione sull'apparato locomotore
Le acque solfuree esercitano a livello delle strutture para e periarticolari numerose azioni. Rivolgiamo l'attenzione soprattutto sugli effetti trofici nei confronti della cartilagine e dei tessuti connettivi.
Nelle patologie articolari croniche è documentata una perdita del 30% circa di zolfo legata ad una diminuzione dell'acido condroitinsolforico nelle cartilagini. Essendo provato l'organotropismo per le cartilagini dell'H2S somministrato con metodiche crenoterapiche si può supporre che l'utilizzo di acque solfuree agisca come terapia integrativa. Resta tuttavia il dubbio che la quota di H2S assorbita con le metodiche crenoterapiche attraverso la cute sia troppo esigua.
E' tuttavia ipotizzato che lo zolfo agisca come oligoelemento attivando processi enzimatici che possono rendere ragione degli effetti terapeutici delle acque solfuree sulle cartilagini articolari. Da molti prospettata ma poco studiata è l'azione di inibizione che le acque solfuree esercitano sui processi fibrotici.
In vitro l'H2S è in grado di attivare le collagenasi, enzimi che aggrediscono le fibre di collagene e le rendono digeribili da parte delle proteasi. Un sistema di attivatori ed inibitori controlla il processo di aggregazione delle fibre collagene. Diverse patologie che interessano il tessuto connettivo comportano una alterazione dell'equilibrio con risultati che possono essere destruenti o evolventi in fibrosi.
Numerosi Autori ritengono che la crenoterapia solfurea sia in grado di "attenuare le reazioni connettivali eccessive" contrastando processi fibrotici abnormi.

Azioni sulla cute
A livello cutaneo le acque solfuree esercitano essenzialmente azioni plastiche ed antiseborroiche. E' noto che a pH cutaneo acido l'H2S stimoli la proliferazione dello strato spinoso esercitando una azione cheratoplastica.
Sullo strato corneo lo zolfo possiede proprietà esfolianti e cheratolitiche, accentuate in ambiente alcalino quando l'elemento si trova soprattutto sotto forma di SH-. Il bisolfuro è infatti in grado di ridurre, e quindi di scindere, i ponti disolfuro della cistina liberando le due molecole di cisteina.
Anche parte dell'azione antiseborroica sembra legata a questo meccanismo che sarebbe in grado di contrastare il processo di differenziazione delle cellule sebacee. L'azione antiseborroica è legata anche alle proprietà esfolianti e detergenti, in quanto nello strato corneo si raccoglie una grande quantità di lipidi, nonché antimicrobiche.

Azione antisettica
Le proprietà batteriostatiche ed antimicotiche dell'H2S sembrano riconducibili al potere riducente. L'acido solfidrico tende ad ossidarsi con formazione di solfati e zolfo allo stato nascente sottraendo ossigeno ai microorganismi. Probabilmente l'azione germicida è da attribuire alla formazione di acido pentationico da parte di alcuni batteri e/o processi enzimatici.




permalink | inviato da piazzolla il 6/3/2009 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 febbraio 2009

VIVERE ... SENZA VIVERE !

Io penso che la libertà é la più grande ricchezza che l'uomo ha.
Per amore posso donare "un pò " della mia ..  libertà
... ma nessuno me la deve sopprimere, neanche in nome dell'AMORE !




permalink | inviato da piazzolla il 26/2/2009 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 febbraio 2008

IO FELICE

Quando si è felici si sperimenta un rapporto molto intimo e nuovo con l'universo.
Si sente che tutte le cose sono tra loro collegate,
si scoprono nuovi significati nel mondo attorno a noi.
Perdono valore i fatti che fino a quel momento ci erano sembrati importanti.
Si prova un estremo senso di euforia e di gioia incontenibile. 
Si percepisce il mondo come attraverso nuovi organi di senso.
I colori, i suoni sembrano più vividi e penetranti,
con nuove caratteristiche mai prima sperimentate.

Ciascuno di noi ha il dovere di provare a sentirsi ... FELICE !!!
Le persone FELICI, vivono e fanno vivere BENE !!!




permalink | inviato da piazzolla il 8/2/2008 alle 15:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 giugno 2007

PROBLEMI DI COPPIA

http://www.piuchepuoi.it/Life/imparare_a_gestire_i_conflitti.php

I conflitti e i problemi  di coppia sono per il 95% dovuti a conflitti fra bisogni non soddisfatti e per il 5% a differenze di scala valori fra le due parti.
Anche quando i due partner hanno dei valori contrastanti ,ad esempio l’importanza da dare alla famiglia e al lavoro,alla radice dei conflitti ci sono sempre dei bisogni non espressi o non accolti dall’altra persona.

Il primo problema del conflitto è l’incapacità di comunicare chiaramente.
Il primo passo è scoprire quali sono i propri bisogni
Il secondo passo è comunicarli al partner

Ecco una lista di bisogni.. 
quale è per te adesso il più importante o il più urgente?
quale è quello del tuo o della tua partner?
-essere amato/a
-essere rispettato/a
-essere capitio/a(in cosa ?)
-essere accettato/a con i propri pregi e difetti
-avere la fiducia dell’altra persona
-libertà di avere opinioni diverse ( per esempio su come educare i figli,come usare il tempo libero, come comportarsi con i suoceri….)
-a
vere sostegno,incoraggiamento dell’altro partner nei momenti critici o quando  decido  qualcosa di nuovo
-
un posto tranquillo per ricaricarsi e rilassarsi
-essere ascoltato/a senza essere criticato/a o accusato/a
-avere la possibilità di esprimere i miei stati d’animo senza essere giudicato/a ( ad esempio frasi come ‘ sei sempre nervoso…non capisci niente….ma cosa vuoi che sia…..ti lamenti sempre…chiudono la comunicazione e creano tensioni)
-
essere d’accordo con i propri ideali,obiettivi da raggiungere
-
avere la tua pazienza  per le mie debolezze,insicurezze e paure
-avere libertà di movimento senza essere controllato/a vista
( dove sei?
Cosa stai facendo?con chi stia parlando? Cosa stai pensando?)
-ricevere complimenti,un grazie,un abbraccio ( ma si può sempre chiederlo,no?)
-poter stare da solo/a quando ne ho bisogno senza che tu mi
faccia il terzo grado ( cos’hai? Perché non parli?) oppure ti senta ignorato/a o abbandonato/a
-
avere un aiuto per le faccende di casa
-uscire insieme più spesso
-essere puntuale o almeno avvertire se sei in ritardo
-avere più rapporti intimi
-
essere sicuro della sua fedeltà    

Il problema è che nessuno ci ha insegnato a capire i propri bisogni
quindi ogni volta sarebbe utile chiedersi
Io di cosa ho bisogno in questo momento?

Tantomeno la maggioranza delle persone è in grado di esprimere agli altri ciò di cui ha bisogno e il motivo principale è la paura.
Ognuno sviluppa tutta una serie di meccanismi controproducenti nelle varie situazioni e il risultato è che questi bisogni rimangono non soddisfatti.

In genere in coppia quelli più comuni sono:
lamentarsi
-criticare l’altro
-far orecchie da mercante
-fare il gioco del silenzio
-fare la vittima (faccio tutti io in questa casa,tocca sempre a me )
-diventare aggressivi
-usare la tecnica ‘ io ho ragione…tu hai torto’
-salire in cattedra e fare il genitore col partner e trattarlo come un bambino ( tu devi,non dovevi…potevi fare/dire così….tu non capisci niente…se non ci fossi io…) il che scatena la reazione dell’altro partner ( eh gia’ io sono scema….volevo vedete te al mio posto…non trattarmi come uno’a dell’asilo…)

Quale potrebbe essere il modo per gestire i conflitti?
Il conflitto non è negativo in sé aiuta a chiarire e a conoscersi meglio.
L’unico modo è esprimere direttamente il bisogno
Io in questo momento ho bisogno di…..
E trovare un modo creativo per negoziare in ogni situazione e per ‘vincere ‘ insieme.

....  CONOSCERE PER COMUNICARE ... OVVERO ....  PASSAPAROLA  
                                                     
                                                          AP/PA GP




permalink | inviato da piazzolla il 18/6/2007 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 maggio 2007

LA FONTE DI GIOVINEZZA

Dentro ognuno dei nostri corpi, in questo momento, ci sono miliardi di ceppi cellulari, cellule embrionali concepite per riparare o sostituire tessuti e organi danneggiati.
Comunque, l’attività e il destino di queste cellule rigenerative sono epigeneticamente controllati.
Ciò vuol dire che esse sono profondamente influenzate dai nostri pensieri e percezioni dell’ambiente.
Quindi, ciò che pensiamo dell’invecchiamento può interferire o migliorare il funzionamento dei ceppi cellulari, provocando la nostra rigenerazione o il nostro declino fisiologici.
Il corpo umano rappresenta lo sforzo cooperativo di una comunità di cinquantamila miliardi di cellule.
Una comunità, per definizione, è un’organizzazione di individui impegnati a sostenere una visione comune.
Le informazioni provenienti dall’ambiente vengono trasferite alla cellula attraverso la membrana cellulare. Prima pensavamo che il nucleo della cellula fosse il suo cervello. Ma nel 1985 hanno scoperto che in realtà il cervello della cellula è la membrana. Il nucleo, come si è scoperto, è di fatto il centro riproduttivo.
La membrana cellulare controlla le condizioni dell’ambiente e quindi invia segnali ai geni, per innescare processi che serviranno alla sua sopravvivenza. Nel corpo umano, il cervello invia messaggi alla membrana cellulare per controllare il comportamento e l’attività genetica della cellula. È così che la mente, tramite il cervello, controlla la nostra biologia.
Per esempio, una disciplina importante nelle scienze della salute è la psiconeuroimmunologia. Letteralmente, questo termine significa: la mente (psico) controlla il cervello (neuro) che a sua volta sovrintende al sistema immunitario (immunologia). È così che funziona l’effetto placebo!
Quando la mente percepisce l’ambiente come sicuro e amichevole, le cellule si focalizzano sulla crescita. Le cellule devono svilupparsi affinché il corpo continui a funzionare in modo sano.
Al contrario, in situazioni di stress, le cellule assumono un atteggiamento di difesa protettiva. Quando ciò accade, le risorse energetiche del corpo, normalmente impiegate per sostenere la crescita, vengono dirottate a questi sistemi che forniscono protezione. Il risultato è che in un sistema stressato i processi di crescita sono limitati o sospesi.
Nei casi di stress acuto (breve) l’organismo è in grado di adattarsi, mentre uno stress cronico o prolungato è debilitante, perché le richieste energetiche del corpo interferiscono con la manutenzione richiesta, e ciò porta a patologie e disfunzioni.
Per esempio, la paura che si è diffusa negli Stat i Uniti dopo l’undici settembre ha avuto un effetto devastan! te sulla salute dei nostri cittadini. Ogni volta che il governo lancia l’allarme per un nuovo possibile attacco terroristico, la paura da sola fa sì che gli ormoni dello stress frenino la nostra biologia e si preparino a una risposta di difesa.
Quel sistema di allarme basato sul codice colorato, poi, è causa di un’altra grave conseguenza. In stato di paura, gli ormoni dello stress modificano il flusso del sangue nel cervello. In situazioni normali, il sangue fluisce al cervello concentrandosi soprattutto nel proencefalo, la sede del controllo conscio. In condizioni di stress, le vene del proencefalo si restringono, costringendo il sangue a dirigersi verso il romboencefalo, il centro dei riflessi inconsci. In poche parole: quando abbiamo paura, diventiamo più reattivi e meno intelligenti.

AP/PA GP




permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 17:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 aprile 2007

PER UNA MEMORIA DA CAMPIONE

Sono lontani i tempi in cui un titolo di studio rappresentava un traguardo. Espressioni come formazione continua, learning organisation,  knowledge workers sono ormai assai diffuse.
Da ciò consegue che oggi, più che mai, le nostre capacità di apprendere e memorizzare vengono messe continuamente alla prova.
A questo punto chi non ha avuto un buon rapporto con la scuola potrebbe sentirsi spacciato. Potrebbe ripensare a quando, da bambino, era obbligato a ripetere a memoria delle poesie di cui non capiva neppure il senso oppure alle ore trascorse nel tentativo di farsi entrare in testa le tabelline e le coniugazioni dei verbi.
Per reazione alcuni si rifiutano di imparare a memoria qualsiasi cosa fino a portare sempre con sé (scritto sul palmare o nel portafogli) il codice segreto del bancomat o il pin del cellulare.
Eppure la nostra memoria può essere allenata e sviluppata in modo semplice, divertente ed efficace.
Ecco alcuni consigli di tecniche di memoria e lettura veloce.
1. Organizzati
Crea delle liste in ordine alfabetico o cronologico. Cerca di avere sempre un'idea generale delle informazioni da ricordare, parti sempre dal generale per poi arrivare ai dettagli.
2. Focalizzati sul risultato finale
Cerca di avere sempre chiaro per quale risultato stai correndo. Se preparare una cena per molti può essere impegnativo e noioso, pensare alla soddisfazione di poter deliziare i propri ospiti è certamente più stimolante. Proietta la tua mente nel futuro: a cosa ti serviranno le cose che stai studiando ora?
3. Crea associazioni
Fai dei collegamenti tra le cose che devi ricordare e qualcosa che già conosci. Per ricordare il nome di una persona, ad esempio, collegala a qualcuno con lo stesso nome (puoi immaginare di vederlo piccolino seduto sulla sua spalla). Ogni volta che fai un'associazione mentale stai naturalmente sfruttando una delle caratteristiche più forti della nostra memoria.
4. Impara in modo attivo
Le persone ricordano il 90% di ciò che fanno, il 75% di quello che vedono e solo il 20% di quello che sentono. L'azione è fondamentale nel ricordo. Se il tuo corpo è fisicamente coinvolto mentre impari qualcosa avrai molta più facilità a ricordare ciò che stai memorizzando.
5. Rilassati
Mangia cibi leggeri, limita il più possibile l'assunzione di alcool e caffeina e fai esercizio fisico. Oltre a questo impara una qualsiasi tecnica di rilassamento (respiro, yoga, numeri, colori, ecc. ecc.) e rilassati almeno una volta al giorno e tutte le volte che vuoi memorizzare o ricordare qualcosa.




permalink | inviato da il 12/4/2007 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 marzo 2007

FARE ... SENZA PENSARE !!!

Non servono chissà quali risorse materiali. Basta riconoscere ed allenare tre dimensioni  squisitamente personali: il modo in cui fai funzionare il tuo sistema motivazionale, una curiosa tendenza all’esplorazione e una prontezza genuina ad investire le tue energie nello svolgimento di un particolare compito. Presta attenzione: funziona allo stesso modo in cui "sanno" funzionare i bambini immersi in un’attività. 

... per il resto visita il sito:

                                                    www.piuchepuoi.it




permalink | inviato da il 28/3/2007 alle 18:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 febbraio 2007

STRESS ... Il potere guaritivo della danza

La DANZA  ti aiuterà a ripristinare un contatto più sano e naturale con il tuo corpo e le tue emozioni, sbloccando l'energia vitale e radicandoti nel presente, nella realtà del corpo.
Nella danza la mente razionale allenta in modo spontaneo e veloce la sua attività, lasciando spazio all'espressione di risorse e qualità interiori che normalmente non usiamo.
Liberare il corpo da tensioni, inibizioni, paure e giudizi è di fondamentale importanza per tornare in contatto con le naturali sensazioni di piacere, presenza e integrità.
La Danza si rivelerà per te uno straordinario strumento di guarigione, crescita e trasformazione.




permalink | inviato da il 26/2/2007 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 gennaio 2007

... GP vive !!!

Quando ti senti inpegnato in un  progetto importante,
liberi tutti i tuoi pensieri.
La tua mente non sopporta le limitazioni,
e scopri in te stesso la capacità di vedere tante nuove strade.
Tante nuove idee prendono vita,
e scopri di essere una persona piena di vita,
attenta a conoscere il mondo
ed impegnata a concretizzare i tuoi progetti.




permalink | inviato da il 8/1/2007 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 gennaio 2007

aspettando o ninnillo

Voglio cullarti
tra le mie braccia. 
Voglio riempire di baci
le tue guance paffute. 
Voglio portarti
a cavalcioni sulle spalle
e ridere insieme. 
Voglio raccontarti le mie favole  ... i miei sogni,
che ti vedono mio compagno di gioco.
Vieni presto che ... ti aspetto !




permalink | inviato da il 2/1/2007 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 dicembre 2006

...cambiare il modo di ... cambiare !

Dobbiamo offrire l'opportunità di trasferire approcci innovativi ed efficaci allo sviluppo delle organizzazioni, fondando i presupposti teorici sulle radici della cultura europea"
Attraverso le esperienze più efficaci e significative del passato e del presente.
 Il concetto di comunità rappresenta forse l'unico futuro per una società sostenibile: oggi queste esperienze assumono pertanto un significato particolare e rilevante.
Il lavoro organizzato in unità comunitarie funzionalmente autonome e interdipendenti fra loro, pare rispondere al meglio a tutta una serie di obiettivi.. dalla qualità dei rapporti umani, alla motivazione, alla creatività, all'autoapprendimento .




permalink | inviato da il 20/12/2006 alle 18:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 dicembre 2006

io ... voglio !


  la mattina, mi sveglierò,  
  desiderando che in quella giornata
  potrò fare solo ciò che mi piace …

  il giorno, trasmetterò a chi amo,
  tante emozioni e sensazioni ... 

  la sera, sconfiggerò tutte le negatività
  che ho visto  intorno …  

  la notte, aprirò la finestra,  
  e con la mia amata mi riscalderò guardando le stelle ... 

  tutti i giorni, voglio ridere … ridere,
  per stare bene !!!




permalink | inviato da il 18/12/2006 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 dicembre 2006

il regalo ... richiesto !

  
  chiedere senza pretendere,
  parlare senza giudicare,
  aiutare senza interesse,
  amare senza soffocare,
  unirsi senza annullarsi.




permalink | inviato da il 18/12/2006 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


14 novembre 2006

... il mio giudice interiore !!!

Da bambini apprendiamo regole e principi
che condizionano i nostri comportamenti,
ci consentono di sopravvivere,
ma ci allontanano sempre più dalla nostra essenza.
Così creiamo la nostra personalità:
ciò che crediamo di essere.
Questo processo è regolato dal giudice interiore
che definisce ciò che possiamo o non possiamo fare
e impedisce ogni cambiamento profondo.
La metodologia che usiamo per scoprire chi siamo veramente
e riconnetterci con l’essenza la chiamo inquiry.
E’ una tecnica che pone l’accento sulla comunicazione
di ciò che accade nel corpo, momento per momento,
alle nostre emozioni, sensazioni.
Una volta appresa,
consente di essere presenti a ciò che ci sta accadendo
ed essere utilizzata per approfondire
la conoscenza di se stessi




permalink | inviato da il 14/11/2006 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


13 novembre 2006

c'è una parola difficile da pronunciare ... PERDONO !

 ... troppo spesso mi capita di trovarmi
in situazioni tali che non riesco a giustificare questa parola !

... questa mattina ascolto il telegiornale e ...RIFLETTO !!!

mi accorgo che il perdono NON DEVE cancellare
il valore dei tribunali e della giustizia,
che devono funzionare,
... ma allora è meglio perdonare ?!?
se ci dobbiamo sentire obbligati a farlo,
se si può ragionevolmente aspettare ciò dagli uomini.

Posso solo dire che se si riesce a farlo
( e so bene che non è facile),
si è molto più felici, si stà meglio,
perchè si raggiunge una maggiore tranquillità spirituale.

I vorrei mettere una pietra sopra e abbandonare il vecchio:
come un nastro dove le registrazioni vecchie
devono essere cancellate
prima di incidervi sopra qualcosa di nuovo.

Al di là del PERDONO,
ci attende sempre un nuovo da realizzare,
per ricominciare ogni giorno... un passo alla volta.
Il perdono ti fa assaporare l'avventura della libertà:
è ebbrezza di volare alto come gabbiano nel vento

... ma chi sà se tutto questo poi esprime appieno il mio pensiero,
oppure è solo il mio desiderio di pace,
difronte a tanta violenza che accade in tutto il mondo !!!




permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 novembre 2006

I MASSAGGI DI GP

Trattenere le emozioni è sbagliato perché impedisce all'energia di liberarsi e di irrompere. Massaggiarsi è il modo migliore per sbloccare la nostra forza interiore. Nella concezione orientale, i Meridiani, i centri che racchiudono l'energia, uniscono gli organi alle emozioni. 

Coraggio:
Per riacquistare sicurezza in se stessi, massaggiate le avantempie: riacquisterete rapporto con la terra, simbolo di concretezza.

Gioia:
Il punto della gioia si trova esattamente nella parte interna del polso, nella zona in cui si congiunge con la mano. Per ritrovare la felicità, il segreto è strofinare tra loro i polsi.

Aggressività:
Il punto che definisce l'aggressività, è situato sul lobo auricolare. Il massaggio è indicato nel caso in cui ci si senta dominati da collera e rabbia.

Paura:
Per evitare attacchi di panico, eseguite un delicato massaggio immediatamente sotto lo sterno.

Stanchezza:
Massaggiate la zona sottostante le ginocchia, nella parte esterna delle gambe, e allontanerete le preoccupazioni, ritrovando energia e vitalità.




permalink | inviato da il 3/11/2006 alle 12:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


2 novembre 2006

ECCELLENZA di Vincenzo Fanelli

Gli individui che tendono a raggiungere le mete con successo in modo ecologico e permanente hanno una particolare attitudine mentale. Non si tratta solo di “tecniche” ma anche di un particolare approccio verso la vita e il prossimo. In questo articolo ho riportato alcune caratteristiche presenti in queste persone.

  • Direzione
    È fondamentale avere sempre degli obiettivi e una direzione verso cui andare. L’errore commesso da alcuni è essere volti al passato; invece, è importante essere protesi verso il futuro con mete ben definite. Quando non si hanno degli obiettivi da perseguire tendiamo a disperdere le nostre energie rischiando di smettere di “lottare” per qualcosa. Quando abbiamo una direzione ben definita le nostre energie sono indirizzate verso l’obiettivo. Naturalmente, è importante adottare un approccio flessibile: cogliere il feedback di quello che non funziona migliorando le azioni future.

  • Decisione
    Nella vita è importante avere forza e capacità decisionale dato che nulla è certo. Non agire e rimanere fermi comporta l’unico risultato di renderci frustrati. Le situazioni che affrontiamo vanno analizzate per mettere in atto strategie per risolverle. Aspettare che vi sia la certezza matematica per prendere la giusta decisione può rivelarsi controproducente in quanto rischiamo di non agire. Ogni azione può portare ad errori e le decisioni potrebbero rivelarsi errate. Ma gli errori sono il feedback necessario per migliorare le azioni future. Grazie ad un atteggiamento flessibile è possibile modificare le proprie azioni fino al raggiungimento dei propri obiettivi. Bisogna rischiare e, in qualche modo, calcolare i rischi collegati alle varie decisioni. In seguito, agite prendendo quella che comporta maggiori vantaggi e minori svantaggi. Dovete essere pronti a commettere qualche errore dato che, se non agite, non sapete fino a che punto potete spingervi grazie alle vostre capacità. Inoltre, solo agendo potete comprendere realmente quali sono le risorse che avete a disposizione e quali dovete acquisire per raggiungere gli obiettivi.

  • Empatia
    Nelle relazioni è importante stabilire rapporti empatici con gli altri. Ad esempio, nelle aziende risultano essere più avvantaggiati coloro che hanno ottimi rapporti con i colleghi in quanto, nei momenti difficili, tendono a ricevere il sostegno del gruppo. In altre parole, accedono alle risorse del gruppo. Invece, coloro che non stabiliscono relazioni empatiche sono costretti a risolvere le situazioni solo con i loro mezzi. Questo potrebbe comportate un allungamento dei tempi per risolvere la situazione. L’empatia permette di stabilire relazioni basate sulla fiducia e di “mettersi nei panni” degli altri. Uno dei comportamenti che facilità rapporti costruttivi consiste nell’astenersi dal giudicare gli altri e di sforzarsi di comprendere il punto di vista altrui (se non addirittura condividerlo). Comprendere la “mappa del mondo” dei nostri interlocutori senza pregiudizi è una delle chiavi che permette la “costruzione di un ponte” tra due sponde opposte; questo genere di comportamento non significa “spersonalizzarsi” ma adattarsi momentaneamente agli altri per creare un “terreno comune”. Giudicare senza accettare, invece, è una delle chiavi per creare attorno a noi un’atmosfera di disarmonia.

  • Amore
    Un’altra caratteristica è il sincero interesse per il benessere degli altri. Quando proponiamo qualcosa o vogliamo spingere gli altri a compiere determinate azioni, dobbiamo sempre prendere in considerazione anche i vantaggi che loro riceveranno. In qualsiasi tipo di negazione se le parti ricevono reciproci vantaggi, tende a crearsi fiducia dato che convincere significa “vincere insieme”. Invece, se volete sopraffare il prossimo o semplicemente attestare la vostra superiorità facendo sentire gli altri dei perdenti, non stabilite empatia ma solo relazioni che nel lungo periodo potrebbero ritorcersi contro di voi. Anche se in un determinato contesto avete mansioni di leader e gli altri devono “obbedirvi”, non otterrete il rispetto imponendovi con la forza. Un buon leader è colui che usa il peso dei suoi poteri solo quando è necessario ed rivolto al benessere del gruppo in cui opera. Usare prevalentemente metodi prevaricativi serve solo ad accrescere l’odio nei vostri confronti, sentimento che potrebbe rivelarsi devastante quando il vostro potere potrebbe venir meno. Infatti, spesso il gruppo sceglie dei leader naturali; questi individui sono scelti in base a due caratteristiche salienti:
    a. sono decisi
    b. sono interessati al benessere del gruppo in cui operano
    In questo modo conquistano la fiducia della gente e, di conseguenza, creano empatia.
    A prescindere dai contesti aziendali, un approccio ecologico verso gli altri vi aiuterà a creare una rete sinergica di relazioni estremamente efficace.




permalink | inviato da il 2/11/2006 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 settembre 2006

GP va a ... CAPO NORD !

 Nando, dall'inizio dell'anno ha cominciato a parlare, sempre con maggiore entusiasmo, della Scandinavia ed in particolare del mitico CAPO NORD, coinvolgendo sempre più Sabrina, e successivamente Pino(in mobilità)che desiderava tantissimo conoscere persone e luoghi diversi. I depliant di Nando con  il Sole che non tramonta, i fiordi norvegesi, i laghi sterminati disseminati lungo tutta la Finlandia, i fiumi che formano rapide e cascate, il Circolo Polare Artico, facevano dimenticare a tutti le difficoltà legate al lungo viaggio in auto (Km 11.000), ed all'improvvisazione dei pernotti "sempre diversi" non prenotati.

        Nando, tutte le volte che ci siamo incontrati, munito di cartine geografiche e stradali, appunti di viaggi fatti da altri, ha fatto nascere sempre più il desiderio in Pino, con la preoccupazione di Annamaria "che preferiva, con la stessa spesa, una vacanza di una settimana a Capri".
  Considerando la disponibilità di giorni di vacanze di Nando,  preventiviamo, un viaggio di 20 giorni, con partenza il 30/7 e ritorno il 18/8.          Sapevamo che quanto programmato sulla carta  non sarebbe stato così semplice ma, diciamolo sinceramente, ci auguravamo di essere assistiti dalla buona sorte.



TACCUINO DI VIAGGIO


Data Partenza:       30/07/2006 ora: 04,30 luogo di partenza : Acerra  Km iniziali: 0

Dopo aver caricato "l'impossibile" sulla Ford Fusion ed aver stappato una "bottiglina" di Cinzano dolce : Annamaria, Sabrina, Pino e Nando, iniziano il viaggio con meta " CAPO NORD ".

Nando : non vedo l'ora di azzerare per almeno 5 volte il contachilometri. Sabrina: aspetto l'alba per leggere il libro "STATO DI PAURA". Annamaria: un paio di ore di sonno e poi mi connetto. Pino: voglio proprio vedere che cosa siamo capaci di fare. Dopo km 142, facciamo la prima sosta. Annamaria, non aveva voglia di fermarsi, ma appena uscita dall'auto, ha cambiato idea ed ha chiesto: cornetto e cappuccino caldo. Sabrina con il suo cappello da "cow-boy" senza stivali è entrata nel "SALOON" ed ha chiesto solo un cornetto. Nando, il nostro capitano, per recuperare ha chiesto un cornetto e cappuccino. Pino, che è … "lo spirito" guida, ha rubato un morso dal cornetto ed un sorso dal cappuccino di Annamaria. Stiamo entrando nel trentino e, dopo il caldo afoso della Pianura Padana, tutti noi apprezziamo il piacevole fresco delle montagne.

Nando: di fronte alla maestosità di queste montagne il pensiero principale è quello di ... arrivare presto per vedere il Gran Premio Automobilistico. Pino: non vedo l'ora di "scalare" qualche montagna, invidio quei ragazzi che si stanno arrampicando sui costoni della montagna, e stanno andando li dove volano le aquile, per provare quel senso di spazio e di libertà che il maestoso paesaggio trasmette. Annamaria: non vedo l'ora di farmi una doccia ed andare a fare spese nei negozi d'Innsbruck. Sabrina: zitti, zitti per favore perché devo fare attenzione alla strada giusta da prendere, se no andiamo al .. Monte Bianco !!!  Ore 19.00 Siamo finalmente arrivati al campeggio nei pressi d'Innsbruck, e poiché non sono disponibili bungalow abbiamo deciso a maggioranza di montare la tenda.  " CHE ESPERIENZA !!! " Tutti tiravamo e la tenda alla fine ha deciso di farsi montare. " CHE BELLO !!! " Tutti contenti !!!     Il panorama è eccezionale, l'aria piacevolissima e . . . l'appetito non manca ! Annamaria e Sabrina dopo aver sistemato i bagagli all'interno della tenda, organizzano una rapida ma abbondante cenetta, poi dopo un giro per il campeggio, tutti stanchi ci diamo la buona notte.

31/7 ore 03.00. Ci siamo svegliati con il rumore di una pioggia intensa, e Pino memore del martellamento mediatico della televisione si è cominciato a preoccupare dei fulmini, in quanto la tenda era disposta proprio sotto un grosso abete, in pendenza rispetto ad una grossa pendice della montagna che ci sovrastava.       Il maltempo ha quindi variato l'umore di Pino ed Annamaria, che hanno modificato le proprie condizioni del tempo, verso il variabile con lampi e tuoni. Opportunamente Nando, offrendo ad entrambi un buon caffè con cornetto, ha riportato le condizioni del tempo …"sulla tenda"  al sereno !


 
Data Partenza:       31/07/2006 ora: 09,00 luogo di partenza : INNSBRUCK  Km iniziali: 1100

Dopo aver dormito veramente poco, ci siamo alzati, e subito abbiamo recuperato i bagagli e piegato accuratamente la tenda. Dopo un discreto caffè ci siamo rimessi in viaggio, con destinazione Praga. Ore 16.30 Siamo arrivati finalmente a Praga. Ci mettiamo alla ricerca di un camping, pensione o di un albergo.  Siamo piuttosto avviliti, non abbiamo trovato i camping, e gli alberghi da noi visitati, o non avevano camere doppie disponibili, oppure erano troppo care per quello che offrivano (oltre 100 euro x ogni camera doppia). Finalmente, quasi casualmente, girando per le strade della città, vediamo una targa "PENSIONE". Bussiamo e la signora che ... lentamente scende le scale ...ci dice che non ha posti disponibili. Poi apprezzando la nostra cortesia, dice che forse il marito in un'altra pensione dovrebbe avere "2 doppie". Mentre la signora chiamava con il telefonino il marito, noi stanchi, pregustavamo il piacere di una doccia ed un soffice letto. Tutto ok le stanze ci sono !!! Giovanni (il marito) ci accompagna alla pensione, e con molto piacere verifichiamo che la realtà è migliore di quanto da noi auspicato.
E' una villetta tutta in legno, con un ingresso con giardino ricco di fiori, dove Nando parcheggia l'auto. Una prima saletta, ornata di tanti oggetti simpatici che mostrano la ricercatezza ed il buon gusto di chi li ha disposti, una porta che indica l'abitazione della proprietaria (una simpatica e cordiale anziana vedova,che riesce a dire e capire qualche parola in italiano), un salone con appesi quadri di vario genere, ma tutti di buona fattura, una saletta con divani e pianoforte, poi lateralmente una grossa scala in legno massiccio ci porta ad un primo piano dove sono disposte le nostre stanze. Annamaria e Sabrina rimangono entrambe molto contente. Ognuna delle due stanze (tutte rivestite in legno) ha un bel balcone in legno ( con vasi pieni di fiori ) che domina Praga antica. Dopo una doccia abbondante, ci mettiamo tutti e quattro fuori al balcone a ragionare sugli avvenimenti della giornata. Annamaria e Sabrina in breve tempo organizzano una piacevole cenetta che consumiamo fuori al terrazzino. Nando e Pino apprezzano e gustano tutto, facendo complimenti alle rispettive mogli (... visto che cosa fa la stanchezza e la fame !!!). alle ore 23.00 stanchi ci diamo appuntamento alle ore 7.30 per la colazione.
 

01/08/2006 ore 8,30. Visita a Praga.

 Scendiamo a fare colazione, e troviamo una tavola preparata con un elegante servizio di Boemia su cui sono disposte tante dolci ed appetitose squisitezze. Dopo un'abbondante colazione (ed aver fatto scorta di panini con prosciutto e provola) alle ore 9.40 abbiamo iniziato la visita a Praga. Come consigliato, abbiamo preso il tram che passa vicino alla villa, che ci ha portato nella parte antica di Praga. LA CITTA' D'ORO, risplende in una giornata col cielo coperto (meglio così fa meno caldo) mostrando tanti edifici ornati da sculture rifinite in ORO. Le due rive della Moldavia sono unite da molti ponti, tra i quali si evidenzia il ponte KARL, che attraversiamo a piedi. Lungo il ponte abbiamo modo di apprezzare diverse sculture dorate, disposte sui lati del ponte (veramente siamo tutti distratti dalle tante iniziative più o meno improvvisate di artisti locali). Raccontare di ogni momento, richiederebbe moltissime pagine, ma noi preferiamo segnalare solo i dolori ai piedi di Annamaria           (è stato concesso per premio un'ora di shopping nel centro), l'appetito di Nando e Pino, e la certosina ricerca dei dettagli di Sabrina.      Oltre 8 ore di passeggiata a piedi ci hanno mostrato l'ordine, la pulizia, la calma, il gusto per il colore e per i ..crauti dei praghesi. Diverse sono le foto scattate e ciascuno si è scelto uno sfondo diverso. Nando ha scelto il palazzo dell'Unicorno, dove Eistein insegnava e getto le basi della teoria della relatività. Pino ha scelto la foto vicino all'a torre del Municipio avente in basso il calendario con i segni zodiacali , mentre più su c’è l’orologio dove ogni ora appaiono i 12 apostoli. Annamaria, sempre regale, ha preferito farsi fotografare presso il CASTELLO. Sabrina, apprezzandone lo splendore delle navate, ha scelto la Cattedrale di s. Vito, simbolo spirituali dello stato ceco e  luogo in cui vengono conservate sia le spoglie dei re boemi, sia i gioielli dell’incoronazione . Mentre stanchi camminavamo verso una delle rive della Moldava, Pino, con il volto raggiante grida: Fermatevi, Fermatevi !!! Questa è la piazza  intitola a JAN PALACH martire della “PRIMAVERA DI PRAGA”.  Qui per noi sessantottini, nacque il sogno di libertà e di pace che accumunò i giovani di tutta Europa, e che ci fece sperare in un mondo migliore “mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Pensiero schiacciato dai cingoli dei carriarmati  tedeschi filo-sovietici. Pino disse che gli ritornavano alla mente tanti sogni figli della giovinezza e della fede in tanti valori, ormai caduti da tempo nel  dimenticatoio. Poi superando la piazza, il volto si incupì, e camminando notammo che si era chiuso nei suoi ricordi per qualche minuto. Verso la fine della visita, tutti d’accordo nell’apprezzare il piacevole venticello che ci accarezzava lungo la riva del fiume. Alle ore 18.00 siamo rincasati, stanchi ma contenti di aver visitato Praga.  Dopo una doccia ristoratrice ed una cenetta sostanziosa, ci siamo messi a fare quattro chiacchiere. Tutti abbiamo parlato del nostro comune traguardo “CAPO NORD “, ma ancora nessuno ha detto tutte le motivazioni che accompagnano la scelta di questo viaggio. A volte pensiamo ai classici viaggi alla Mecca, a Gerusalemme, a Roma … a Capo Nord.  Sono viaggi fatti sempre alla ricerca del nostro più profondo senso della vita e dal quale tutti, dico tutti, ne ritorniamo migliorati, più consapevoli, più maturi, più sereni.


 Data Partenza:       02/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : PRAGA Km iniziali: 1500

Dopo una piacevole colazione, salutiamo cordialmente la proprietaria e riprendiamo il viaggio verso Dresda. Ore 12.00 stiamo viaggiando verso LITZ e forse la fame ci fa sognare, tanto che di fronte alle gigantesche ventole  che ricordano i vecchi mulini a vento, battezziamo Nando, novello Don Chisciotte e Pino, Sanciopancia !!! In questo spirito di scherzo, proseguiamo con il vento a favore della Fusion “Ronzinante”. Ore 16.00 giungiamo nei pressi di Hannover. La ricerca di un albergo ci fa percorrere delle stradine con delle bellissime villette brune con delle rifiniture che contrastano con il colore bruciato dei tetti. Dopo una breve ricerca troviamo un campeggio, e  Nando riesce a carpire le simpatie della titolare che ci affitta due bungalow biposto. Annamaria e Sabrina sono contente della nuova sistemazione, tanto che Annamaria si vorrebbe trattenere per personalizzare l’ambiente ed aggiungere anche all’interno qualche fiore,  ma spinta dalla volontà del gruppo, rinuncia in favore di una visita all’IKEA (proposta da Nando). Un po’ delusi (quella di Casoria è più grande) visitiamo il lago intorno al quale si sviluppa il campeggio. Al centro del lago c’è una isoletta ricca di vegetazione e tanti angoli attrezzati per fare sport (windsurf, trampolini per i tuffi, sbuffi di acqua). Dopo cena ed una partitina a carte (vinta da Annamaria e Sabrina) andiamo a letto, consapevoli che ci aspettava un lungo viaggio verso la SVEZIA.


 Data Partenza:       03/08/2006 ora: 08,00

luogo di partenza : HANNOVER  Km iniziali: 2147

Tutti pieni di entusiasmo puntiamo verso Amburgo, che in breve superiamo senza attraversarla. Da  Puttgarden  prendiamo il traghetto che ci porta a Rodby in Danimarca. A questo punto rotta verso Copenaghen. Attraversiamo il ponte sull’Oregon. “CHE BELLO!!! “ Presi dallo spirito fantastico di Andersen, per creare in voi il desiderio, non vi raccontiamo con dovizia di particolari tutte le sensazioni che ci ha provocato l’attraversamento di questo lungo ponte. Sazi di emozioni, ma con lo stomaco vuoto, puntiamo verso Goteborg in SVEZIA. Ore 17.30 inizia la fase più critica di ogni giornata di viaggio, la ricerca di un posto per il pernotto. I  camping che Sabrina aveva segnalato su internet risultavano pieni o privi delle stanze idonee a soddisfare le nostre limitate esigenze. Ore 18.50 c’è nell’auto molta sfiducia! Alcuni camping “in mezzo alle pecore” offrivano spazi ridotti a prezzi eccessivi. Ma la nostra buona stella nei momenti più cupi, anche questa volta non ci ha abbandonato. Troviamo un’area con cottage che subito ci colpisce. Le trattative con la titolare sono rapide. Nando ormai con il suo “inglese” e con i gesti riesce a capire e, simpaticamente, farsi capire, tanto che dopo pochi minuti stiamo già scaricando i bagagli.  Annamaria e Sabrina, per un po’, si contendono i cottage, prima a favore di uno più ampio e poi verso l’altro più piccolo, ma con una splendida veduta sul Mare del Nord.  Dopo una rapida cena, stanchi andiamo tutti a letto!


 04/08 ore 09.00 Visita a Varberg.

Dopo un'abbondante colazione scendiamo per la rituale visita. Cittadina portuale tranquilla ordinata, con un bel castello che domina il porto dal quale si ammirano le barche a vela. Lungo tutti i bordi del castello sono disposti tanti piccoli cannoni. La cosa che più ci ha colpiti è stata la presenza di tanti piccoli nuclei familiari che si godevano tutte queste semplici bellezze. Tanti giovani padri con le carrozzine facevano il giro del porticciolo. Al ritorno stanchi, e dopo la solita rapida cena, quattro chiacchiere, la partitina  a carte (vinta  da Pino e Nando) e poi tutti a letto.


 Data Partenza:       05/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : VARBERG  Km iniziali: 2870

Dopo una rapida colazione partenza verso TRONDHEIM. Giunti nei pressi di Reina (Norvegia) incominciamo a pensare di aver commesso un enorme errore ad intraprendere questo viaggio, perché ciascuno di noi difronte a queste realtà comincia a fare il confronto con la natura e con le persone che abbiamo lasciato. Stupendi laghetti con isolette verdeggianti piene di villette in fiore, abitate da gente tranquilla dedita al puro e semplice divertimento. Giovani ed anziani che effettuano gare di vela, che competono  per la qualità ed il peso del pescato, gare di golf su sterminati verdi prati. Dopo questo paradiso sarà molto difficile ritornare  all’inferno del nostro sud, ai veleni che inquinano la natura ed alla mancanza di valori che domina le nostre città. Ore 18.30 iniziamo la ricerca di un posto dove passare la nottata. Anche questa volta iniziano le  difficoltà, ma giunti ad ADVAL,  paese con alcuni grandi magazzini, la banca ed una bella chiesa, troviamo una segnalazione di  cottage. La proprietaria prima ci fa vedere una cabina per 4 posti con letti a castello, senza acqua e servizi igienici, poi vista la riprovazione evidente sui volti di Annamaria e Sabrina, e le parole persuasive di Sabrina e Nando, ci offre un appartamento formato da due camere da letto, una cucina, bagno con doccia. Ora si che torna il sorriso sui volti di tutti !

Sabrina e Nando sempre più bravi, stanno superando i loro rispettivi fratelli “Francesco e Daniele” simpaticissimi ragazzi con innata capacità nelle pubbliche relazioni.

 Dopo aver scaricato i bagagli e fatto una doccia, Annamaria e Sabrina, preparano come al solito rapidamente una ottima cena (con i prodotti, spesso non ben identificabili, acquistati in uno dei supermercati). Quattro chiacchiere e la partitina a carte concludono la giornata, mentre ci risulta difficile darci la buonanotte, in quanto alle 23 il cielo è ancora  illuminato.


 Data Partenza:       06/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : ADVAL  Km iniziali: 3600

Rapida colazione e rotta verso il CIRCOLO POLARE ARTICO. Vorremmo avere una barca, e come novelli vichinghi,  poter navigare tra  isole e grandissimi specchi d’acqua. Ore 14.30 giungiamo a MELLINGISMO. Lungo la strada vediamo un fiordo che scende sull’altro lato di una vallata. Affascinati non sappiamo fare a meno di fermarci per ammirare e fotografare. Nando e Pino, anche se ripetutamente richiamati dalle loro consorti, si avventurano lungo un tratto della cascata per il piacere di bagnarsi le mani. Soddisfatti ripartiamo. Ore 17.00- questa volta la scelta del posto dove trascorrere la notte viene anticipata, in quanto tutti e 4 restiamo attratti  dalla bellezza del paesaggio che si gode dal Camping Agnes. Prenotiamo dei Cottage  disposti lungo le rive di un fiordo, che appare in qualche punto fiume, in qualche altro lago, mentre nel bel mezzo c’è un isolotto ricco di vegetazione. Nando e Pino notano che il camping  è pieno di  turisti che vengono da ogni parte d’Europa, e sono attrezzati sia con camper giganti (molto apprezzati da Nando), sia da VOLSWAGHEN  modificati,  sia da roulotte circondate da verande, sempre più simili a vere e proprie eleganti villette. Tutti i campeggiatori una volta svolte le operazioni di routine, si sistemano su una sedia, e passano molte ore, quasi ipnotizzati, a guardare lo spettacolo della natura che si offre ai loro occhi. Improvvisamente in mezzo a quella pace  ed un silenzio quasi  assoluto irrompe la rumorosa allegria di una bimba di circa quattro anni, che saltellando e cantando si tuffa ripetutamente nelle fresche acque del mare.

Ci guardiamo in volto tutti e 4 ed insieme diciamo con affetto : sembra Alessandro !  La commozione si manifesta sul volto di Annamaria.


Ritorniamo al cottage e dopo la solita rapida, inventata, cena  tutti a dormire.


 Data Partenza:       07/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : APNES  Km iniziali: 4140

Dopo una colazione a base di caffè e yogurt, partiamo sotto una pioggia scrosciante che rende sempre più spettacolare il paesaggio, che in distanza mostra le montagne ricoperte in più punti da ghiacciai perenni. Ormai tutta la strada è un susseguirsi di splendidi fiordi e noi in questo spettacolo a volte freddo e spettrale cominciamo ad immaginare CAPO NORD. Ore 10.30 giungiamo al CIRCOLO POLARE ARTICO. E’ fantastico !!! Io per il momento ho esaurito gli aggettivi superlativi. Scenario spettrale, con nuvole molto basse, terra senza vegetazione, vento che spazza i tanti massi che circondano la zona, ed al centro la struttura di ricezione. Una scultura con le segnalazioni delle direzioni e distanze delle principali capitali  nel mondo è meta di tutti noi, per le foto di … rito!  Vediamo con sorpresa che tutti gli altri visitatori ripongono su dei massi coppie di pietre, e senza capirne il significato (gli diamo un valore affettivo per la coppia) ripetiamo il gesto. Dentro la struttura di accoglienza sono stati ricreati gli ambienti in cui vivono i popoli  locali ed in angoli sono diposti animali imbalsamati, su cui troneggia un gigantesco orso bianco in atteggiamento aggressivo. Ore 15.30 Il tempo è tiranno, e con molta riluttanza riprendiamo il viaggio . Traghettiamo da BOGNES a SKARBERGET e puntiamo su NARVIK. La strada è lunga, piove e la natura è primitiva, ed a noi ESPLORATORI sembra di essere ritornati indietro nel tempo. Montagne innevate, con cascate improvvise, che scivolano per le rocce formando scenari a volte sereni, altre volte di forza e fragore che ci lasciano sempre come spettatori  impotenti ma attenti tanto da voler fotografare nella nostra mente ogni dettaglio e nel nostro cuore le tante e diverse emozioni.

PROVARE PER . .. . CREDERE ! ! !

Ore 17.30 arrivo a Narvik. Siamo fortunati perchè troviamo subito un cottage per 4.  Dopo una ristoratrice doccia,  una appetitosa cena, concludiamo la serata con una partitina  a scopone (vinta da Pino e Nando), poi tutti a dormire, anche se il sole risplende ancora all’orizzonte ..


 Data Partenza:       08/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : NARVICK  Km  iniziali: 4640

Rapida colazione ed entusiasmo a mille, siamo vicini alla meta ! In auto Nando, quasi come una vecchia guida indiana, ci porta con bravura attraverso una natura primordiale. Sabrina, nasconde la sua ansia, propinandoci musica country e musica anni 60. Annamaria, tra un sonnellino e l’altro, getta preoccupati sguardi dal finestrino, anche perché, sempre più spesso il suo sonnellino è interrotto dai sobbalzi dovuti alle rapide sterzate a cui Nando è costretto per l’irregolarietà  della strada. Pino, armato di cannocchiale, scruta le vette delle montagne nella fin’ora vana ricerca dell’aquila dalla coda bianca, particolare raro uccello abitante di queste montagne. Lungo la strada incontriamo gli accampamenti dei suami. Le tende sono state trasformate in minibar e bazar, ma l’effetto, nonostante tutto, è ancora primitivo. Siamo a 150 km da Alta, e lungo la strada ci fermiamo per una piccola pausa lungo un bellissimo fiordo, dove confluiscono le acque di alcune cascate provenienti dai ghiacciai sovrastanti.  Insieme troviamo una lastra di pietra viva, su cui poniamo la data e le nostre firme a certificazione nel tempo del nostro passaggio. Mancava solo la bandiera e l’inno italiano. Scusate, sentiamo la lontananza dalla nostra terra. Più avanti incontriamo un grosso accampamento suami, ci piace  e decidiamo di fermarci. Sotto una tenda, un vecchio ed una vivacissima vecchina  si attaccano a noi cercando di farci apprezzare e … comprare qualcosa. Pino, con i gesti, inizia le trattative per l’acquisto delle corna di cervo, ed alla fine tra sorrisi, concludiamo gli acquisti. Ormai stanchi, alle 17.30 giungiamo a Russenes a circa 100 km da Capo Nord. La nostra “buona stella” ci assiste, in quanto troviamo subito un cottage per il pernotto. Decidiamo di fermarci per 2 notti presso un cottage di 6 posti, con affacciata panoramica sul mare. Dopo cena ci vediamo sul portatile un film, e poi andiamo a dormire, sempre con il sole brillante all’orizzonte. Pino ed Annamaria, si svegliano con la stanza illuminata ed iniziano a prendere il latte con il caffè, e mentre si apprestano ad uscire, vengono richiamati da Sabrina, che l’invita a guardare l’orologio … sono solo le 4 !!! Pino ed Annamaria, ritornano a dormire.


 Data Partenza:       09/08/2006 ora: 09,00

luogo di partenza : RUSSENES  Km iniziali: 5030


Dopo un’abbondante colazione, lasciando i bagagli al cottage, partiamo per la tappa finale : CAPO NORD. Mancano solo 100 km ma durano una eternità.  Lungo la strada incontriamo un gruppo di caravan targati Italia, e con entusiasmo, rispondiamo ad i loro festosi colpi di clacson. Il tempo è ventoso, un po’ coperto, ma lo spettacolo è eccezionale. L’attraversamento del ponte che passa per buona parte sotto il mare (mentre Sabrina nervosamente stringe la mano di Nando) è  emozionante. Lunghi i bordi della strada incontriamo gruppi di renne, tra le quali spicca quella bianca.


Ecco finalmente CAPO NORD !!!


A tutti manca il fiato, un pò per il forte vento, ma tanto (diciamo la verità) per le emozioni che ci suscita lo scenario che si presenta ai nostri occhi, in tutta la sua terribile, violenta, aggressiva, primitiva bellezza.  Ti senti piccolo, piccolo rispetto all’immenso della natura, ed uno stato di grazia ci circonda lungo  tutta la visita. Foto, foto!  Non bastano mai. Ogni angolo è speciale e ci mostra qualcosa di unico.   Sfidando il freddo ed il forte vento, raggiungiamo a coppia la base su cui è posto il simbolo di Capo Nord (un enorme mappamondo), e qui chiusi nelle nostre giacche a vento, con il capo ricoperto dal cappuccio (quasi irriconoscibili), facciamo delle spettacolari foto. All’interno di una palazzina costruita al centro del piazzale, sono disposte varie sale.


Una prima sala con bar e tanti banconi per la vendita di gadget. Una seconda grande sala, con ristorante e bellissima affacciata (protetta da una grossa vetrata) rivolta verso il POLO Artico. Un lungo corridoio, con tante vetrine aventi esposte miniature e ricordi delle visite dei Reali Svedesi, Giapponesi, e dei primi Esploratori che avevano raggiunto Capo Nord. Una terza grande sala dove assistiamo ad una proiezione che ci aiuta a memorizzare con maggiori dettagli le tante bellezze.


Prima di partire dopo avere inviato cartoline e messaggi ai nostri cari ( in particolare al mitico Rosario, compagno di tante avventure), contro voglia ci prepariamo al ritorno. Contenti, felici di aver raggiunto la meta tanto desiderata, brindiamo con lo spumante, aperto da Nando. Mentre ritorniamo, Sabrina riprende arditi solitari ciclisti che puntano verso la meta da noi da poco lasciata. La sera ritornati al cottage, ceniamo, ma non riusciamo a smettere di parlare di Capo Nord, fino all’ultimo brindisi. Tutti a dormire ci aspetta il ritorno !


 
Data Partenza:       10/08/2006 ora: 07,30


luogo di partenza : RUSSENES Km iniziali: 5030


Rapida prima colazione e poi via verso la Finlandia. Abbiamo fatto pochi chilometri quando veniamo tagliati la strada da una bella volpe. Meno male che non l’abbiamo investita, ci saremmo dispiaciuti. Dispiaciuto, anzi molto dispiaciuto è Pino, che non è riuscito a vedere neanche un’aquila dalla coda bianca !              La strada che stiamo percorrendo verso la Finlandia, ha enormi dossi, che danno la sensazione fino all’ultimo di finire nel vuoto, ma dopo aver tirato il fiato nel timore tutto italiano che la strada incompleta finisca la, riprende con una ripidissima discesa. Tutto questo fa ridere di gioia Annamaria, perché queste … montagne russe, le ricordano il gioco che creava, tanti anni fa, il padre per far ridere lei da piccola. Entriamo in Finlandia e subito modifichiamo l’orario dei nostri orologi, avanzando le sfere di 1 ora. Giungiamo verso le 17.30 a Rovaniemi, e dopo ½ ora di ricerche riusciamo a trovare un cottage. La proprietaria è un’anziana signora molto compita, per il cottage ci richiede 100 euro. Noi scontenti ma molto stanchi chiediamo comunque di vederlo. Sorpresa ! Bello, veramente molto bello, è una villetta ampia con soggiorno ampio e circondato di vetrate, che si affacciano sul verde. Su di un lato è disposta una cucina moderna munita di ogni confort,al centro tra i 2 divani troneggia un bellissimo camino in marmo grigio. La vera “chicca” è il bagno ampio, con i sanitari separati da un vano doccia ed una stanza tutta in legno massiccio con la sauna svedese. NO COMMENT !!!         Le due stanze da letto sono ricche di armadi  e piene di leggere coperte imbottite, mentre i lettini sempre separati, hanno delle lenzuola e dei copriletto che rendono l’ambiente molto piacevole. Scaricati i bagagli, facciamo a gara per l’utilizzo di tutti i confort. A cena Annamaria e Sabrina riescono a sorprenderci preparando una bella pizza guarnita di provola e salumi varii. Completa l’atmosfera la musica un po’ classica (Pino) ed un po’ country(Sabrina). Alle 22.00 tutti stanchi ci diamo la buona notte.


 Data Partenza:       11/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : ROVANIEMI Km iniziali: 5532


Rapida colazione e poi partenza per la città di Babbo Natale. Giunti sul posto ci accorgiamo con dispiacere che l’orario di visita è molto ridotto (ore 10 – 16 ), allora visitiamo i padiglioni aperti, e facciamo alcune foto vicino al  simbolo che delimita il CIRCOLO POLARE ARTICO dal lato della Finlandia. Ripartiamo avendo come meta la Svezia. Durante il viaggio, ripristiniamo l’orario e discutiamo sulle città visitate. Siamo tutti d’accordo nel considerare la Norvegia una realtà primitiva che conserva intatta tutte le sue difficoltà e bellezze, dove la gente vive prevalentemente di pesca e pascolo. La Finlandia e la Svezia invece si mostrano più moderne,  qui la natura è stata ritoccata per renderla più confortevole,  il tenore di vita è certamente superiore.    Mentre prosegue il nostro mitico viaggio verso la Svezia, il cielo è sempre più azzurro ! Ore 15.39 ci fermiamo per la sosta giornaliera a SKELLEFTEA. Solito giro di ricerca, e dopo circa 1 ora troviamo finalmente 2 cottage disposti con altre villette in mezzo ad una grande spianata. Stiamo sperimentando proprio ogni tipo di campeggio. Dopo una rapida doccia ci vestiamo e facciamo un giro nella cittadina, che ha numerosi grandi magazzini che vendono oggetti originali (come il bicchiere acquistato da Nando che gli consente di bere con una cannuccia legata al fondo del bicchiere, marchiato con un bel … teschio !). Ritornati a … casa, rapida buona cena organizzata da Annamaria e Sabrina, partitella a carte (vinta da Pino e Nando) e poi tutti a letto.


 Data Partenza:       12/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : SKELLEFTEA Km iniziali: 6618

Rapida colazione con caffè e brioche, e poi partenza verso Stoccolma. Quasi senza accorgercene giungiamo HIGHESAN, e dopo le solite inutili prove, troviamo un campeggio con i cottage vicino al fiordo. Mentre Nando contrattava positivamente alla reception, Pino già andava in riva al fiordo per bagnare i piedi nella fredda acqua, e dopo aver scaricato i bagagli, munito di costume correva a fare i primi tuffi. A pochi metri di distanza, una ragazzina con una piccola canna da pesca, con nostro stupore riusciva a prendere un pesce di 30 cm e di un chilo di peso. Pino dispiaciuto per non essere attrezzato per partecipare validamente alla pesca, si ripromette per il futuro di contribuire con il suo pescato ad una deliziosa cena a base di pesce ( sognare non fa male !). In un ambiente dove anche gli uccelli evitano di cantare (meglio . . . a noi sembravano tutti corvi) per non disturbare la quiete del posto, si ode soltanto il fruscio delle foglie degli alberi, appena accarezzati da un alito di vento, e l’appoggiarsi delle onde del mare ad una piccola banchina utile all’approdo di barche e canoe. Ma ecco improvviso rompersi il silenzio. Le allegre grida di Annamaria e Sabrina riempiono l’aria. Impossessatesi di due altalene si lanciano in alti voli e riempiono di gioia i loro ed i nostri cuori. Dispiaciuti dopo 1 ora ritorniamo ai cottage, dove con la solita solerte bravura, Annamaria e Sabrina, preparano una festosa cena. Solita partitina a scopone (vinta da Pino e Nando) poi tutti a dormire, con il piacere di vedere dalla finestra di ciascun cottage lo spettacolo del rosato colore del fiordo illuminato dagli ultimi raggi del sole. BELLO, MOLTO BELLO !!!


 Data Partenza:       13/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : HIGHESAN Km iniziali: 7114

Prima colazione a base di yogurt, cioccolata (Nando la divora ) e biscotti,  poi via verso Stoccolma. Durante il viaggio Pino, alterna quattro chiacchiere, uno sguardo compiaciuto allo scenario e qualche sonnellino, ma, appena l’auto si ferma, scatta subito in lui l’istinto dell’esploratore e diventa difficile “rinchiuderlo” nell’auto. Sabrina, quasi sempre armata del suo computer portatile, calcola le distanze verso le soste più idonee, sia per fare il pieno di carburante che per passare la notte. Vera “BEATRICE” DEL VIAGGIO, stà accompagnando Nando ed il gruppo, in modo impeccabile, facendoci apprezzare il meglio di ogni posto, preoccupandosi anche di memorizzare per tutti noi gli splendidi paesaggi attraverso tantissime foto. Nando, è il motore del viaggio, tanto che Pino scherzando, ha più volte chiesto il nome della marca delle pile utilizzate per far fronte ad un impegno di guida così continuo. Annamaria, lo spirito vivace del gruppo, è come una grossa lente d’ingrandimento che evidenzia ogni avvenimento. A volte esagerandolo altre volte dandogli una angolazione più simpatica e graziosa. E’ il PEPE del viaggio !!!


Percorriamo la E4, ed a circa 138 km da STOCCOLMA, sostiamo attratti da una struttura in costruzione. CHE BELLO un castello cinese !  Circondato da un muro di cinta, stanno costruendo un angolo di antica Cina. Uno svolazzare di bandiere, grandi statue con simboli religiosi, circondano l’esterno della struttura centrale, mentre lateralmente un grosso ambiente racchiude più saloni con grandi statue e giganteschi pannelli murali in rame, rappresentanti realtà religiose, storiche e paesaggistiche dell’antica Cina. Pino, “trainandosi” il gruppo, sale fino alla punta più alta del fortino, ed anche dopo aver visto con attenzione ogni dettaglio, fa come al solito, resistenza ad rientrare in auto. Bel castello, bellissima idea !!!  Ore 13.30 arrivo a Stoccolma. Iniziamo con molto entusiasmo un po’ la visita in auto, ma principalmente cerchiamo una pensione od un cottage per la notte. Ore 18.00 stiamo ancora cercando, sempre con meno fiducia, ci sono stati offerti posti non idonei a prezzi molto alti. Decidiamo a questo punto di estendere le ricerche alla periferia della città. Dopo poco ci fermiamo a FITTJA, che è ben collegata con Stoccolma tramite la metro, e qui troviamo un Motel . Il compito della contrattazione è affidato a Nando e Sabrina, che da par loro, un po’ con la gentilezza, che è consona alla loro persona, un po’ alla furberia napoletana, riescono ad ottenere le stanze dalle iniziali 850 corone senza colazione, alle 600 corone con  colazione. I ragazzi sono proprio bravi nelle pubbliche relazioni ! Alla reception uno sguardo sorpreso ci ha seguito, quando hanno visto il resto della compagnia ed i numerosi bagagli. Tutti e 4 contenti (avevamo già prenotato per 2 gg ), ci siamo fatti una bella doccia ed una rapida inventata buona cena, poi tutti a dormire. 


 14/08/2006 ora: 07,30 Visita a Stoccolma. Sveglia e prima colazione abbondante, con qualche panino recuperato per un successivo breck, da fare durante la lunga visita alla citta’. Beatrice, scusate Sabrina, armata delle sue brave cartine, da il via alla visita. Prendiamo la metro per giungere al centro della città, dove apprendiamo con dispiacere  che il lunedì    molti musei sono chiusi.  Decidiamo allora di visitare Stoccolma ( città poggiata sui pali, formata da 28 mila isolotti) attraversando tutti i posti più caratteristici per avere un diretto contatto con la gente del posto. 10 ore di visita di certo non sono state sufficienti a soddisfare la nostra curiosità, ma certamente a far dire ad Annamaria, per prima e subito dopo a tutti gli altri, “riposiamoci” ! Da uno dei ponti rimirando la reggia delle 3 Corone e la nave Costa, Sabrina e Nando ricordavano con sospiri la loro sosta dell’anno precedente, effettuata durante il viaggio di nozze. Passando davanti al Museo Vasa, troviamo una notevole fila all’ingesso, e dato che Nando e Sabrina l’avevano già visto e Pino ed Annamaria lo avevano apprezzato attraverso le riprese e le dettagliate notizie riportate a suo tempo dagli sposi, decidiamo di proseguire. Tante foto, vicino al Palazzo Reale, ed agli altri monumenti, ma in particolare, in alcuni angoli caratteristici vicino al porto. Ore 18.00 stanchi e con qualche souvenir , ritorniamo in albergo, contentissimi di aver colto il senso di libertà che si mostrava sia nell’abbigliamento ( a volte elegante, altre volte trasgressivo, spesso molto trasgressivo), sia nel comportamento ( tutti  erano sempre in movimento dalle 8 alle 17), sia nello spirito di iniziativa (grattacieli e grandi magazzini mostravano idee originali di costruzione e di presentazione), sia nei concerti rock (su palchi organizzati, oppure improvvisati nelle piazze).  Riprendiamo la metro, e stanchi, dopo la doccia, la cena, e la partitina a carte, terminata in parità (per la stanchezza nessuno ha chiesto di continuare la gara), andiamo tutti a letto. Domani si parte per Malmò.


 
Data Partenza:       15/08/2006 ora: 07,30
luogo di partenza : STOCCOLMA Km iniziali: 7497


Dopo una rapida colazione e, sotto una fitta pioggia, ci avviamo verso Malmoe. Un consiglio da amico, se andate in Scandinavia non fate il biglietto d andata e ritorno … potreste decidere di restare per sempre ! Tutti noi nel momento che lasciamo questo immenso territorio, sentiamo una sensazione di sofferenza, perché il ricordo di questa terra lo conserveremo nella mente e nel cuore. Ore 14.15 stiamo attraversando il ponte che collega la Svezia alla Danimarca. Vedere prima il mare su i due lati del ponte e poi immergersi sott’acqua è uno spettacolo eccezionale. Qui l’uomo compete con la natura e riesce a modificarla per ottenere un risultato che premia l’ingegno costruttivo umano. Siamo di nuovo fuori, è tutto “OK”. Ci accorgiamo di aver trattenuto il fiato per circa “32 km” !!! Ore 17.00 dopo un’ora di attesa imbarchiamo l’auto sul traghetto che ci porta a PUTGARDEN, in Germania. Il mare è molto agitato (cerchiamo in giro il nostro amico ROSARIO, con il mare in tempesta è sempre presente !), e noi per distrarci e non guardare gli spruzzi di acqua che sbattono lungo i vetri del 2 piano del traghetto, giochiamo una partita a scopone, che termina sul 3 a 3. Sbarcati, raggiungiamo HELLICIENHAFEN, una cittadina bomboniera, con porticciolo per natanti di pescatori di altura, e tante stradine piene di negozi tutti allestiti in stile marinaro (anche la farmacia è in stile marinaro !). Troviamo subito un buon appartamento con tutte le comodità necessarie, e dopo una doccia usciamo a fare shopping. Pino, con la sua barba incolta e l’abbigliamento un po’ stile vecchio marinaro, ben si confonde con i marinai del posto, tanto che, vedendolo a proprio agio, gli abbiamo consigliato di restare. Pino ci ha pensato per qualche secondo poi ha deciso di continuare il viaggio … con noi !!! Ritornati a casa, dopo cena, facciamo quattro chiacchiere e poi tutti a dormire.


Data Partenza:       16/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : HELLICIENHAFEN Km iniziali: 8320

Dopo un  buon caffè e brioches, ripartiamo. Ormai i chilometri scorrono veloci, le strade sono buone e non molto trafficate, tanto che alle 15.20 (km 9000) giungiamo a Rothemburg. Tutti e 4 diciamo all’unisono : che bello !!! Antico centro medioevale, che ha conservato con molta cura la reggia, palazzi dei nobili, chiese, ed ha aperto nelle vecchie strutture medioevali, tanti eleganti e fornitissimi negozi. La vera “chicca” è il villaggio di Babbo Natale. Una struttura su 4 piani, elegantemente fornito di ogni dettaglio che riguarda Natale, tante creazioni originali in cui, sorpresi ci immergiamo e … perdiamo !!! E’ stato difficile far uscire Annamaria e Sabrina da questo immenso albero di Natale. Ritorniamo a casa con gli occhi ancora pieni di luce, alcuni boccali finemente lavorati,  numerosi altri regali e tanto sonno. Rapida cena, con l’aggiunta di alcuni particolari dolci locali, al sapore di cannella, e poi tutti a dormire.


 Data Partenza:       17/08/2006 ora: 08,30

luogo di partenza : ROTHEMBURG Km iniziali: 9000

Rapida colazione con caffè e dolcetti locali e poi partenza verso il Tirolo.  Le Alpi sono eleganti e maestose, impongono rispetto e ti fanno apprezzare ancora di più la natura, tanto trascurata nelle nostre città. Ore 14.oo decidiamo di fermarci. Sabrina, riesce a trovare una bella pensione a Barwies. Due appartamenti molto belli dentro e fuori due splendidi terrazzi, ricoperti di fiori, che si affacciano verso le vette tirolesi.  Doccia e poi tutti a passeggio. Lo dovremmo fare più spesso a casa nostra, ma dove ?  Ritornati alla pensione, rapida gustosa cena, partita a carte (vinta da Annamaria e Sabrina) e poi tutti a dormire.


 Data Partenza:       18/08/2006 ora: 07,30

luogo di partenza : Barwies (Austria) Km iniziali: 9260


Rapida colazione e subito partenza per … Acerra !!! La pioggia ci accompagna fino a Trento, poi comincia a fare capolino un tiepido sole. I chilometri scorrono veloci e tutti prestiamo meno attenzione ai pur bellissimi paesaggi toscani, perché impegnati a ricordare alcuni momenti speciali vissuti in questi 20 gg di viaggio.  Ecco casa di Nando e Sabrina ! Il viaggio, questo eccezionale viaggio … è finito !!!


Cari amici, questi appunti, per tutti voi, potranno rappresentare un arido taccuino di viaggio, ma per noi saranno dei riferimenti precisi che ci faranno ritornare alla mente, anche dopo decenni, immagini, emozioni, ed avvenimenti che solo noi che abbiamo partecipato a questo bellissimo viaggio potremo rivivere.


 




permalink | inviato da il 20/9/2006 alle 17:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


18 luglio 2006

... voglio sapere ... !

A me non interessa sapere quel che fai per vivere. Io voglio sapere per che cosa soffri, e se osi sognare di incontrare la passione del tuo cuore. A me non interessa sapere quanti anni hai. Io voglio sapere se rischieresti di sembrare un pazzo per amore, per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo. A me non interessa sapere quali pianeti sono in quadratura con la tua luna. Io voglio sapere se hai toccato il centro del tuo proprio dolore, se sei stato aperto ai tradimenti della vita o se ti sei ritirato e chiuso per paura di ulteriore dolore! Voglio sapere se puoi star seduto con il dolore, il mio o il tuo, senza far niente per nasconderlo, o mascherarlo o immobilizzarlo. Voglio sapere se puoi stare con la gioia, la mia o la tua; se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l'estasi ti riempia fino alla punta delle dita e delle dita dei piedi senza ammonirci di stare attenti, di essere realisti, o di ricordare le limitazioni dell'umano. A me non interessa se la storia che stai raccontando è vera. Voglio sapere se puoi deludere l'altro per essere vero con te stesso. Se puoi sopportare l'accusa di tradimento e non tradire la tua anima. Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi affidabile. Voglio sapere se puoi vedere la bellezza anche quando non è carina tutti i giorni, e se puoi nutrire la tua vita della Sua presenza. Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio, e ancora ergerti sulla riva di un lago e gridare all'argento della luna piena, “SÌ!” A me non interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai. Voglio sapere se puoi alzarti dopo una notte di pena e disperazione, addolorato e ferito fino alle ossa, e fare ciò che c'è da fare per i figli. A me non interessa sapere chi sei e perchè sei qui. Voglio sapere se starai al centro del fuoco insieme a me e non ti ritirerai. Non mi interessa sapere dove o cosa o con chi hai studiato. Voglio sapere che cosa ti sostiene dall'interno quando tutto il resto cade giù. Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso, e se veramente ti piace la compagnia che dai nei momenti vuoti.




permalink | inviato da il 18/7/2006 alle 17:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


21 febbraio 2006

IL BACIO .... cura l'ipertensione !

AMORE ti chiedo un bacio !
... ed un tuo bacio
si posò dolce e caldo
sulle mie labbra.

... il battito allora s'innalzò come il suono trionfante di un tamburo,
mentre il cielo tutt'intorno s'illuminava, ed il mio CUORE,
cullato dal tuo AMORE, ritrovava la gioia di vivere !

GP x AP




permalink | inviato da il 21/2/2006 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


21 febbraio 2006

IPERTENSIONE: STATINE E BETA-BLOCCANTI

Prevenzione della malattia coronarica: l’uso di statine e beta-bloccanti riduce la probabilità di sviluppare infarto miocardico

Lo studio ADVANCE, coordinato da Alan S Go del Kaiser Permanente of Northern California di Oakland negli Stati Uniti, ha esaminato i fattori che sono associati alla prima presentazione clinica della malattia coronarica, e se i farmaci in grado di prevenire la malattia coronarica potessero influenzare lo sviluppo di angina stabile, infarto miocardico o morte improvvisa.

E’ stato osservato che i pazienti che hanno sviluppato infarto miocardico o che sono morti improvvisamente assumevano con minore probabilità statine( farmaci che abbassano il colesterolo LDL ) e beta-bloccanti ( farmaci che agiscono sul sistema adrenergico ) rispetto ai pazienti che hanno sviluppato angina da sforzo stabile.

Implicazioni dello studio

L’assunzione di statine e di beta-bloccanti può stabilizzare la malattia coronarica e può proteggere i pazienti dallo sviluppare forme più gravi di malattia coronaria, come l’infarto miocardico. ( Xagena2006 )

Fonte: Annals of Internal Medicine, 2006




permalink | inviato da il 21/2/2006 alle 11:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


21 febbraio 2006

Ipertensione: due farmaci meglio di uno

Il trattamento dell’ipertensione non è facile, ma più che per incapacità della scienza medica a diagnosticare il disturbo, o della farmacologia a curarlo, le difficoltà sorgono più che altro nella personalizzazione della terapia e nell’adesione da parte del paziente alla prescrizione del medico. D’altra parte è anche vero che molto spesso il controllo ottimale della pressione si ottiene attraverso diversi cambiamenti di terapia e associando più di un farmaco, e questo può rendere la “vita difficile” all’iperteso.Tuttavia questi sono passaggi necessari e inevitabili e, ora, si sta scoprendo anche perché.

Anche in famiglia ci sono differenze
Come è noto i farmaci si dividono in famiglie di sostanze tra loro simili. Ebbene di solito si tende a pensare che quel che vale per uno dei farmaci di una certa famiglia valga anche per gli altri. Uno studio piuttosto recente ha mostrato che non è così nel caso dei calcio-antagonisti. Infatti sono stati messi a confronto due calcio-antagonisti “long acting” cioè preparati in modo da svolgere la loro azione per un tempo più lungo e, quindi ridurre il numero di “pillole” da assumere ogni giorno. I due farmaci erano la nifedipina GITS e la felodipina ER. Lo studio, condotto nell’arco di 30 settimane, ha dimostrato notevoli differenze tra le due medicine simili: mentre la felodipina ER agiva prevalentemente durante il giorno, la nifedipina GITS aveva un marcato effetto per tutte le 24 ore. Inoltre, mentre quest’ultima non aveva effetti sul sistema nervoso simpatico, la felodipina ER causava un aumento dei livelli di noradrenalina (un ormone prodotto dalle surrenali che ha tra gli altri effetti quello di aumentare il metabolismo). Inoltre, la nifedipina aveva un effetto sul volume del ventricolo sinistro (che tende ad aumentare quando la pressione è fuori controllo) che mancava all’altro farmaco.

A ciascuno il suo momento
Un altro studio ha invece dimostrato che le diverse classi di farmaci antipertensivi si differenziano, oltre che per il meccanismo d’azione, anche per le ore del giorno in cui svolgono il loro effetto. La ricerca ha riguardato un gruppo di pazienti anziani (oltre i 65 anni) e quattro farmaci diversi: un diuretico, un ACE-inibitore, un calcio-antagonista e un beta-bloccante. Tutti i pazienti hanno ricevuto, in tempi diversi, tutti i trattamenti messi alla prova, si è trattato quindi, come si dice in gergo, di uno studio “cross-over”. Nel corso dello studio, la pressione arteriosa è stata misurata in momenti diversi della giornata: al mattino presto (dalle 6 alle 9) una volta ben svegli (dalle 9 alle 22) e durante il sonno (dalla mezzanotte alle 6). Il risultato è stato che mentre il calcio-antagonista e il diuretico svolgevano la loro azione per tutto l’arco della giornata, quella del beta-bloccante e dell’ACE-antagonista dipendevano moltissimo dal momento della giornata. L’ACE-antagonista era efficace durante le ore tradizionalmente riservate al sonno, il beta-bloccante soprattutto nelle ore di veglia attiva, mentre al mattino presto e la notte il suo effetto si sentiva sì e no. Ulteriore complicazione del quadro: sembra ormai dimostrato che è soprattutto riducendo la pressione a livelli normali durante la notte che si ottiene la prevenzione dell’ipertrofia cardiaca, il che spiegherebbe come mai i beta-bloccanti da soli non riescano a prevenire gli accidenti cardiovascolari.

E quindi, alla fine dei conti…
…non deve stupire che la scelta della terapia giusta per l’ipertensione sia spesso laboriosa. Intanto si deve valutare la risposta che ciascuno ha nei confronti del farmaco, poi le differenti caratteristiche di quest’ultimo e, infine, altri aspetti. Per esempio, in una persona anziana, potrebbe essere più utile un farmaco che agisca la notte, così da non rendere troppo fiacco l’organismo durante il giorno. D’altra parte, un farmaco come il beta-bloccante, potrebbe essere la risposta quando la componente neurovegetativa, lo stress, ha un ruolo importante nel determinare l’ipertensione. Insomma, una volta che il medico ha trovato la strada giusta conviene seguirla fino in fondo, anche se è un po’ tortuosa…

Maurizio Imperiali


Fonti
Brookes L. How Many Drugs, Which Drugs -- or Is it Nondrugs -- to Treat Hypertension? Medscape Cardiology 10/02/2003

Morgan TO et al. A. Different drug classes have variable effects on blood pressure depending on the time of day. Am J Hypertens. 2003;16:46-50

Leenen FHH et al. Differential effects of once-daily antihypertensive drugs on blood pressure, left ventricle mass and sympathetic activity: Nifedipine-GITS versus felodipine-ER versus enalapril. Can J Cardiol.

GPINFOBROKERS




permalink | inviato da il 21/2/2006 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


21 febbraio 2006

Cardiologia : β bloccanti? C'è di meglio !

Da almeno tre decenni i ß bloccanti vengono utilizzati nel trattamento dell'ipertensione e sono tuttora raccomandati come farmaci di prima linea. Inoltre, dopo un infarto del miocardio o nei pazienti con problemi cardiaci già in atto, la terapia con β bloccanti previene nuovi episodi infartuali, il ricovero per cause cardiache nonché il rischio di morte prematura. Sembrerebbe tutto assodato ma è arrivata una metanalisi pubblicata da Lancet a scombinare le carte. L'indagine mette, infatti, in discussione il ruolo di queste sostanze nell'ipertensione primaria. E tutto a partire da uno studio che evidenziava alcuni limiti dell'atenololo, uno dei farmaci di questa classe più impiegati. Meglio riconsiderare queste sostanze, hanno pensato i ricercatori svedesi, piuttosto che rischiare di arrecare un danno ai pazienti.

La metanalisi svedese
Il ruolo dei β bloccanti è noto. Si tratta di farmaci che inibiscono i recettori β del sistema adrenergico presenti nel cuore, nei vasi periferici, nei bronchi, nel pancreas e nel fegato. La loro azione antipertensiva, peraltro dal meccanismo ancora non del tutto chiaro, consiste nel ridurre la gittata cardiaca, nell'alterare la sensibilità riflessa barocettiva e nel bloccare gli adrenorecettori periferici. Ma che cosa ha evidenziato la ricerca? Attingendo alla Cochrane Library e a Medline i ricercatori svedesi hanno confrontato 20 ricerche sull'uso dei β bloccanti contro l'ipertensione primaria. Più precisamente 13 di questi studi mettevano a confronto diversi antipertensivi e i rimanenti sette i β bloccanti con placebo o nessun trattamento. Esiste una diffusa convinzione, infatti, come ha dichiarato il responsabile della ricerca, che l'ipertensione primaria possa essere trattata con i β bloccanti, ma si tratta di un malinteso. Si tratta, invece, di farmaci più adatti a curare l'ipertensione secondaria. Tanto è vero, confermano i risultati della ricerca, che il rischio relativo di ictus è più alto del 16% con questi prodotti che con gli altri farmaci. Se invece si considerano gli studi contro placebo il rischio è sì ridotto del 19% ma il dato rappresenta la metà di quanto atteso in base a precedenti studi sull'ipertensione. La protezione dall'infarto è, d'altro canto, analoga a quella che si ottiene con altri principi attivi. La ragione, spiegano i ricercatori nelle conclusioni, potrebbe essere che i β bloccanti riducono la pressione sanguigna a livello brachiale, ma non abbassano la pressione sistolica quanto altri farmaci. Un fatto da tenere presente, considerando che oltre un quarto della popolazione mondiale adulta, quasi un miliardo di persone, soffre di ipertensione e una gran parte di questi è curata con sostanze di questa famiglia, sebbene esistano alternative migliori e più accessibili. Il messaggio non è per niente velato: i ß bloccanti non possono più essere considerati come prima scelta nell'ipertensione primaria.

Marco Malagutti

Fonte
Lindholm LH et al. Should ß blockers remain first choice in the treatment of primary hypertension? A meta-analysis. The Lancet Early Online Publication

GPINFOBROKERS




permalink | inviato da il 21/2/2006 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 settembre 2005

LINEE GUIDA X L'IPERTENSIONE

Le nuove linee guida sull’ipertensione approvate dall’US National Heart , Lung and Blood Institute

Le nuove linee guida per la pressione, ed il trattamento dell’ipertensione sono state preparate da uno speciale Comitato del NHBPEP ( National High Blood Pressure Education Program ) e pubblicate sul "The Journal of the American Medical Association" (JAMA 2003;289:2560-2571).

Le ultime linee guida risalivano al novembre 1997.

La principale novità delle nuove linee guida è rappresentata dall’aver incluso un primo livello, definito di "pre-ipertensione".

Studi clinici hanno infatti dimostrato che il danno a livello delle arterie inizia a presentarsi già a livelli sufficientemente bassi di pressione sanguigna.
Il rischio di mortalità da malattia cardiaca ed ictus inizia ad aumentare già a livelli pressori di 115 mmHg ( sistolica ) e di 75 mmHg ( diastolica ), e raddoppia per ogni incremento di 20/10 mmHg.

Le principali novità delle nuove linee guida comprendono:

- introduzione del livello di "pre-ipertensione". La pressione sanguigna è definita normale quando è inferiore a 120/80 mmHg ( sistolica/diastolica ); pre-ipertensione 120-139 / 80-89 mmHg; ipertensione di stadio 1: 140-159 / 90-99 mmHg; ipertensione stadio 2: superiore a 160 mmHg (sistolica) o a 100 mmHg (diastolica)


- accorpamento degli stadi 2 e 3 di ipertensione, perché l’approccio terapeutico è lo stesso.

I soggetti definiti "pre-ipertesi" non necessitano di trattamento farmacologico, con l’esclusione dei pazienti con diabete o malattia renale cronica.
La "pre-ipertensione" richiede cambiamenti nello stile di vita ( perdita del peso eccessivo, svolgere attività fisica, limitare l’assunzione di alcolici, seguire una dieta a basso contenuto di sodio ).
Viene raccomandato di seguire la dieta DASH ( Dietary Approaches to Stop Hypertension ) ricca di verdura , frutta e priva di grassi.

I pazienti con ipertensione di stadio 1 potrebbero avvantaggiarsi del trattamento farmacologico. Il farmaco di prima scelta dovrebbe essere un diuretico tiazidico, eventualmente associato ad un farmaco di altra classe.
I diuretici hanno dimostrato di essere efficaci nel prevenire le complicanze cardiovascolari dell’ipertensione.

La motivazione dei pazienti è elemento fondamentale per il successo della strategia terapeutica adottata.

I cambiamenti dello stile di vita riducono la pressione sanguigna e favoriscono l’efficacia della terapia antipertensiva.

A) Riduzione del peso corporeo
L’obiettivo è il mantenimento di un indice di massa corporea ( BMI ) compreso tra 18,5 e 24,9 kg/m(2) . Per ogni 10 kg persi si ha una riduzione della pressione variante tra 5 e 20 mmHg.

B) Adozione della dieta DASH
Consumare una dieta ricca di frutta, verdura e a basso contenuto di grassi ( grassi saturi e grasso totale ) permette di ridurre la pressione di 8-14 mmHg.

C) Riduzione del sodio nella dieta
Ridurre l’apporto di sodio nella dieta a non più di 100 mmol/die (= 6 g di cloruro di sodio) permette di ridurre la pressione di 2-8 mmHg.

D) Attività fisica
Una regolare attività fisica aerobica, come il camminare sostenuto per almeno 30 minuti al giorno, per più giorni alla settimana, permette di ridurre la pressione di 4-9 mmHg.

E) Moderazione nell’assunzione di alcool
La limitazione al consumo di non più di 2 bicchieri di bevande alcoliche ( birra , vino ) al giorno per gli uomini ed 1 bicchiere al giorno per le donne e per i soggetti a basso peso corporeo, permette di ridurre la pressione di 2-4 mmHg.

( Xagena 2003 )

Fonte: NHLBI / NIH




permalink | inviato da il 25/9/2005 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio       
 
 




blog letto 91752 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
INFORMAZIONE
SOCIETA'
IL LAVORO
VITA QUOTIDIANA

VAI A VEDERE

FACEBOOK GP
AUTISMO
PIAZZOLLA
PIAZZOLLA-ALMANACCO
PIAZZOLLA-NAPOLI
PIAZZOLLA-STYLE
PIAZZOLLA-GRUPPO
MES-SUBLIMALI
GP-PROFUMO
GP AMORE
GP PROGETTI
GP NANNARELLA
GP POETA
NAPOLETANO
GP WINDOWS
SERVIZI GRATUITI
MYSPACE
TRADUTTORE NAPOLETANO
PSICHE SOMA
DOMOTICA
CALCIONAPOLI
GPINFOBROKERS
CORPO UMANO
NATURA 360'


Il sogno di GP è quello di arrivare nei cuori della gente, parlare nelle loro menti ed intrufolarsi con affetto nei loro pensieri. Per fare questo necessita di essere ascoltato per realizzare il suo sogno perchè GP può ancora rimanere in silenzio cercando un'occasione migliore, semmai ne arriverà una. Per il momento il suo cuore tace così come ormai non riescono più a fare le sue parole che si perdono a volte nel vento ma che stai sicuro sanno sempre qual'è la strada giusta per ritornare...... a furia di raccontare le sue storie un uomo diventa quelle storie… e se continuano a vivere dopo di lui in questo modo egli diventa immortale!

CERCA